Il Simulacro di San Sebastiano è una
preziosa statua in legno d'arancio; opera pregevolissima;
una delle più belle statue che si venerano
in Sicilia e forse nei paesi più lontani.
Di questo capolavoro ne parlano gli antichi
.Il Pirro fa onorata menzione del Simulacro
di San Sebastiano che chiama: Effabrè
sculpitum " ; opera che risale all' anno
1530. L ' Abate Amico encomiando l' eccellente
statua di legno d' arancio di San Sebastiano
così si esprime: " Et Beati Martiris,
signum extat statua effabri sculptum, et a Pirro
speciali nota commendatum". La stessa risale
all' anno 1530.
L' eccellenza di questo Simulacro consiste nella
sua nudità; l' occhio anatomico vi ravvisa
le proporzioni di un giovane ben formato; la
sua mossa, nell' atto che rappresenta un uomo
esposto agli strazi, imprime i sentimenti della
costanza; sotto l' incarnatura, in una gamba,
conserva un tassello ove l' artefice vi scrisse
il suo nome e l' anno che è quello del
1530 (secolo XVI).
Monsignor Marini di Siracusa vi appese la sua
Croce Episcopale.
L' Ill. mo Signor Marchese il Capitano, l' Università
del Comune di Ferla ricordevoli delle antiche
Grazie - essendo il detto Paese oppresso da
morbo contagioso, per l' intercessione del Glorioso
Bimartire ne fu liberato - come pure per continue
tradizioni e fede, fecero supplica al Reverendo
ill. mo Monsignor Vescovo di Siracusa a presentare
al Beatissimo Santo Padre Urbano VIII la detta
supplica a volere confermare Patrono Principale
e Protettore della terra di Ferla San Sebastiano
Martire.
La santa memoria di Urbano VIII, con Decreto
Pontificio, conferma Patrono Principale e Protettore
della terra di Ferla l' illustre Martire e la
festa del 20 Gennaio di doppio Precetto e sua
Ottava privilegiata come quella del 26 Luglio
la ricorrenza della Festa Estiva. (Decreto Pontificio
23 Maggio 1630).
Le Sante Reliquie, racchiuse in un antico braccio
d' argento e in un piccolo ostensorio, sono
fonti di pregevoli grazie e si espongono nel
giorno della Sua Festa. Dopo il terremoto dell'
anno 1693 tutti i fedeli devoti al Martire gli
edificarono un magnifico Tempio di stile corintio
e bizantino a tre navate, con cappelle ai lati
incavati d' una lunghezza, dalla Cappella Maggiore
alla porta grande, di metri 40 e largo metri
30.
Nella Sua Grande Basilica si ammira il grandissimo
quadro rappresentante il Martirio del Santo;
opera di Giuseppe Crestadoro da Palermo, simile
all' originale delle Catacombe a Roma. Il Suo
Altare è un’ opera d' arte in legno,
dorato a oro zecchino, contenente bassorilievi
e statuette.
La Chiesa contiene altre opere d' arte tra le
quali l' Immacolata Concezione, opera del seicento
tutta in legno, ed il famoso quadro di Santa
Rosalia Palermitana, pittura antica.
Ferla li 23 Marzo 1941 - XIX