Particolarmente
venerato nella Sicilia sud-orientale, gode un
culto quasi esclusivo. Anche Ferla, che nei
tempi passati acclamo' San Sebastiano Patrono
e Protettore lo festeggia con una devozione
che ha superato i secoli.
L'origine della festa risale alla prima metà
del XVI secolo, quando per intervento miracoloso
del Santo il paese fu liberato da una grave
pestilenza. Il barone di Ferla, don Gaspare
Moncada l'anno 1533 "Concedeva undici giorni
di immunità, di libertà e di franchigia
in occasione della festa".
Ma il culto di San Sebastiano e' molto più
antico, considerato che nel 1481 si iniziò
la costruzione della prima chiesa. Non dimeno
antica era la confraternita di San Sebastiano
che molto probabilmente aveva come prima sede
la chiesa dello Spirito Santo dove c'era "Altare
cappella Santi Sebastianus".
Nel XVII secolo il 20 Gennaio, (Dies Natalis)
del martire, era festa di precetto con la proibizione
di svolgere qualsiasi tipo di lavoro"di
aprire fundachi e putiche" Negli anni passati
(1800) la festa era celebrata il 26 Luglio,
poi in tempi più recenti e' stata anticipata
al 20 Luglio. Nel corso degli anni molti aspetti
folcloristici religiosi della festa sono andati
perduti o proibiti del tutto: per grazia ricevuta,
molti usavano fare la lingua "a stasciniuni",
durante la notte i "Nudi" facevano
"u giru a SammMastianu".
Erano uomini che avendo fatto voto al Santo,
giravano per il paese vestiti di mutande, o
semplicemente di un perizoma e una fascia rossa
a tracollo. La corsa si concludeva all'alba
con il trionfale ingresso dei "Nudi"
nella chiesa di San Sebastiano.
Nonostante molte usanze sono scomparse la devozione
per il Patrono e' rimasta immutata, e ogni anno
San Sebastiano viene solennizzato in un clima
sempre crescente di fervore religioso. Nel giorno
della vigilia, dopo la tradizionale "Curruta"(Svelata)del
Santo, parte la processione della Reliquia.
Il giorno 20, alle 5 del mattino, i colpi a
cannone e il suono delle campane annunciano
la celebrazione della prima S.Messa.
E il giorno che i ferlesi vanno a ringraziare
San Sebastiano, dei tanti benefici ottenuti,
ne sono testimonianza i ceri "nTorci"
che i beneficiati, vanno ad accendere ai piedi
del Santo Martire. Durante tutta la giornata
i bambini vengono spogliati e cosi nudi vengono
offerti simbolicamente al Patrono. I vestitini,
legati alle colonne del fercolo, saranno poi
ricomprati con offerte in denaro. A mezzogiorno
in punto tra lo sparo dei fuochi d'artificio,
le Reliquie e la statua del Santo, portati a
spalla dai "Nudi" vengono portati
fuori dalla chiesa("a nisciuta").
Il simulacro inizia il suo giro processionale
seguito da tanta gente, anche scalza, che lo
accompagna per le vie principali del paese.
Di sera, dopo la S Messa, si ripete la processione
del Santo posto sul carro trionfale.
Il rientro del Patrono viene salutato da uno
spettacolo pirotecnico. Giorno 27 a conclusione
dell'ottavario il Simulacro ligneo del Patrono,
tra le invocazioni commosse dei fedeli, che
lo salutano al grido di "SammMastianu Viva"
viene velato.