Il
Sabato Santo è il giorno della settimana
santa in cui le manifestazioni religiose si
mescolano con le tradizioni ed il folklore.
Per tutta la mattinata e il pomeriggio si rispetta
il lutto per la morte del Cristo con le “Troccole”
che, sostituendo il suono delle campane, richiamano
i fedeli nelle Chiese per le funzioni religiose.
La Chiesa, nella notte, si raccoglie in preghiera,
piangendo la morte del Figlio di Dio, e preparandosi
alla Sacra Veglia Pasquale. Alla veglia di preghiera
si associano la benedizione del fuoco, dell’acqua,
del cero pasquale e del fonte battesimale. Subito
dopo la celebrazione della Santa Messa, dalla
Chiesa di S.Sebastiano, esce l’Immacolata vestita
a lutto, che simula la ricerca del Figlio.
“ Quannu scuriu
lu sabbutu e santu,
a Bedda
Matri nun sapia unni ia,
cu lu
cori sraziato pi li srati curria
circanno
ri truvari lu Missia.”
Tutta la gente
accompagna il simulacro dell’Addolorata per
le vie del paese, sembra unirsi al dolore di
una mamma che sa, oramai, di aver perso suo
figlio.
“Ai
Matri addulurata,
si putissi
viriri lu figghiu tò…
tra
li nubi saliu, scunfiggenno
tutti
li mali e li piccati nostri.”
La Madonna non
vuol credere alla morte del Cristo e non ne
conosce ancora la Resurrezione.
Dopo il ritiro
del simulacro dell’Immacolata, a mezzanotte
in punto, si canta il “Gloria”, le Chiese si
illuminano e le campane suonano a festa per
dare l’annunzio della Redenzione! La Via Processionale
di Ferla si colora di fiaccole, le “sciaccare”
che, trascinate dalla gente, accompagnano il
“Gesummaria” (Cristo Risorto) lungo tutta
la salita, sino alla Chiesa dei Padri Cappuccini.
È la “Sciaccariata”, pittoresca corsa
con le fiaccole, che simula la Resurrezione
di Gesù.
“ U
Signuri, tutti li nostri piccati guariu,
a nui
ca l’avemmu marturiatu e crucifissu.
Eccu,
tu sulu fusti capaci d’accussì ranni amuri!
E nui
putemmo sulu chiangere,
virennu
la tò Resurrezione!”
La Domenica,
giorno della Resurrezione, la festa entra nel
vivo all’alba, con la Santa Messa, alla quale
si partecipa numerosi, dopo aver vegliato tutta
la notte. Un corteo di credenti segue l’Addolorata
che cerca ancora una volta il Figlio, non più
spinta dal dolore, ma dalla speranza.
Speranza appagata
dall’incontro mistico che avviene “ ‘no chianu
a fiera” alle prime luci dell’alba, tra il volto
illuminato della Madre e i raggi del Sole, che
nella liturgia rappresentano il Cristo
Risorto. La statua dell’Addolorata, ultimato
il suo tragitto per le vie cittadine, rientra
in Chiesa.
Verso le 11,30,
le due statue, quella del Gesummaria e quella
dell’Addolorata, portate a spalla dai giovani
devoti, si avviano lentamente verso il luogo
deputato allo “Scontru”. La banda musicale
tace e la folla trattiene il respiro. A mezzogiorno
le due statue di colpo, tra la folla in tripudio,
iniziano a correre l’una verso l’altra tra lo
sparo di mortaretti, il suono festoso della
banda musicale ed il commosso entusiasmo generale.
“Currunu,
currunu!
Chi
scappa, chi sa ritira, chi si scanza…
a fatica
si fa srata a vara ro Signuri,
mentri
chiana a Madonna, c’appena u vidi,
lascia
lu mantu e si l’abbraccia tuttu!
È Pasqua!
I murtaretti
sparunu e intra di nuatri scoppia
u cori
di felicità pirchì u scontru…arrinnisciu!”
Le
due
statue affiancate scendono lungo il corso, fino
alla Croce del Carmine, dove si ripete un secondo
incontro “U Scontru nicu”. La sera della
domenica, con la processione delle statue del
Gesummaria e dell’Immacolata posti sull’artistico
carro trionfale, e lo sparo di fuochi pirotecnici,
hanno termine i festeggiamenti della settimana
santa a Ferla