A Ferla serve trovare unità
 
Ferla. «Gli stipendi dei dipendenti sono assicurati, ma il futuro politico resta nebuloso». La sintesi è dell'ex-vicesindaco e assessore, Mario Lavia.
«E' un momento difficile - afferma - soprattutto per i progetti del Comune: senza un'amministrazione, la Regione non li può approvare, e comunque sarà difficile farli finanziare. Dalla Regione hanno anche fatto sapere che il commissario non potrà andare oltre l'ordinaria amministrazione. In questo modo perderemo altro tempo utile. Occorrerà restare uniti nell'interesse del paese».
I motivi sono molteplici e affondano le radici nei rancori personali ammantati di questioni politiche. «Ci attendono mesi di disagio politico, afferma. Gli impiegati sono in balìa di se stessi. Il segretario, infatti, non arriva tutti i giorni a Ferla, ma è «a scavalco», ossia in turnazione con gli altri paesi».
«Gli articolisti - continua Lavia - sono in difficoltà: un terremoto amministrativo che s'è innescato dopo quello della caduta del governo cittadino. Purtroppo il precedente sindaco, per motivi incomprensibili, ha preso delle scelte non condivise. L'amministrazione era già «morta» nel dicembre 2007, quando fui revocato da vicesindaco: da allora si susseguirono le mozioni di sfiducia. Lo stesso Mpa, aveva staccato la spina al suo sindaco.
Tuttavia, secondo Lavia, maneggiare adesso questa situazione non è agevole: si sarebbe potuto evitare a otto mesi dalle elezioni comunali. «Potevamo aspettare a un passo dalle elezioni, rimarca. Per fortuna la giunta ha lasciato un piano di rientro, che dev'essere approvato dal commissario. Il problema sono i creditori».
Rassegna Stampa de: La Sicilia del 13 Ottobre 2010
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