
Ferla. È stato votato ieri sera il documento di sfiducia firmato in settimana al sindaco Alfio Speranza: ora l'arrivo del commissario regionale. Ma nel paese si registrano pareri favorevoli sulle parole di un consigliere d'opposizione, Rossana Giansiracusa, la quale nei giorni scorsi aveva accennato a un «patto sociale» per fuggire dallo stallo politico ed economico della città indebitata.
«L'hanno votato undici consiglieri su dodici - afferma l'ex-presidente del Consiglio comunale, Sebastiano Urso (Mpa) -. Tutto come previsto. Lo scenario che adesso si apre, probabilmente, era atteso dai veterani della politica locale: sembrava un passaggio, quello della sfiducia al sindaco, già architettato in precedenza visto il considerevole debito accumulato negli anni».
Insomma, il riferimento è alla concreta possibilità della formazione di liste civiche per il post-commissario. Una sorta di superamento della politica per risolvere i problemi concreti. «Tuttavia - osserva il consigliere - occorrerà mettere da parte davvero i personalismi, i condizionamenti e quanto ha affossato il paese». Accettato, quindi, quanto affermato dalla Giansiracusa: «Lei ha difeso cause del territorio - constata -. Se siamo tutti d'accordo nel metter da parte i colori politici, si agisca in tal senso. Però non sappiamo se ci riusciremo: non dimentichiamo che Ferla, soprattutto negli ultimi anni, è stato il paese delle lettere anonime, delle accuse e delle cose occulte. Non si è mai compreso perché un paese dalle grandi potenzialità sia in crisi per i debiti fra i quali dovrà districarsi il prossimo commissario. L'eredità del dopo elezioni, comunque, era già difficile da gestire. Dobbiamo lavorare per contrastare lo scollamento delle persone verso la politica: i deboli, pensano alla quotidianità. Prendiamone coscienza se vogliamo proiettarci nel futuro».
R. R.