Ferla. La consapevolezza di solennizzare con immutato fervore cristiano la festa di Santa Chiara, è stato l'imperativo categorico della comunità francescana che si è data da fare per commemorare degnamente la più autentica rappresentante della povertà, proclamata, insieme a San Francesco, patrono d'Italia.
Ormai è consolidata la devozione per questa Santa che il poverello di Assisi aveva conquistato con le sue pratiche cariche di fascino e di significato, tanto da abbandonare la sua casa, alquanto ricca, e seguirlo alla Porziuncola.
La festa è stata preceduta da un triduo di preghiere animato da Padre Fiorenzo da Sortino. L'amore è stato il tema dominante, poiché per dirla con il filosofo Todarov, «nessuna creatura umana può considerarsi tale, se non persegue la strada dell'amore», inteso anche come rispetto e affetto che le sono dovuti dalla felicità cui nascendo ha diritto.
Un programma sobrio è stato allestito dal Terz'Ordine Francescano che, oltre a prevedere le rituali manifestazioni religiose, solennizza la festa con uno spettacolo musicale «I Siculi» nella bellissima e suggestiva cavea naturale prospiciente il vetusto convento dei Padri Cappuccini,dal quale si gode quello pirotecnico.
Diciamo pure che per volontà dei devoti è stato regalato alla chiesa del convento di Santa Chiara il simulacro della Santa che, ora, troneggia sfolgorante sull'altare con una lanterna luminosa.
Salvatore Urso
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