
Cassaro. Si sono conclusi i festeggiamenti del Santo Patrono San Giuseppe tra riti e folklore. Una festa sobria, semplice, ma ricca di contenuti spirituali ben ispirata e ben condotta dal parroco don Alfio Gibilisco, il quale ha tracciato con estrema chiarezza il significato cristiano della vita di San Giuseppe. Una figura certo da guardare e imitare in una società che va perdendo il grande e sacro valore della famiglia.
«Sicuramente una bella festa - ha affermato Paolo Gallo, storico devoto ed ex sindaco - ho notato molta passione e vera devozione soprattutto tra i molti giovani presenti alle celebrazioni che, spontaneamente coinvolti, hanno dato un segnale di freschezza ai festeggiamenti; penso che ci siano i presupposti per un rinnovato entusiasmo e un rinnovato impegno verso quei valori sani e genuini che ancora i piccoli paesini riescono ad esprimere: da qui bisogna ripartire».
Suggestivi i momenti salienti della festa: dall'uscita del Santo accompagnata dal rullio dei tamburi del gruppo «Tamburi giovani» di Cassaro e dalle sinfonie della Banda musicale «G. Pappalardo» di Cassaro e del Corpo bandistico Città di Priolo Gargallo, per poi seguire la suggestiva processione serale del Santo per le vie del paese, chiusa dagli immancabili fuochi pirotecnici.
P.M.