
Ferla. Correva l'anno 1481 allorquando il capitano, i Giudici e la Università di Ferla supplicarono l'allora vescovo di Siracusa Mons. Dalmazio Santo Dionisio, della provincia di Catalogna di Spagna, a volere promettere di fabbricare una chiesa dedicata a San Sebastiano. Il culto relativo a san Sebastiano a Ferla e in tutta la Sicilia, dunque, è antichissimo. Anche a Melbourne in Australia la comunità ferlese, ivi emigrata, festeggia il Bimartire il 20 Gennaio e il 20 Luglio con lo stesso entusiasmo e la stessa fede.
La festa estiva per un certo periodo si svolgeva il 20 Agosto e coincideva con la fine della trebbiatura del grano e si ringraziava il Santo per il raccolto copioso. Erano i «Massari» con le cavalcature cariche del biondo cereale ad effettuare la famosa «cavalcatura» durante la processione del mezzogiorno. Una campanella d'argento veniva messa all'asta. Il maggiore offerente aveva il diritto di suonarla durante la processione e serviva anche per avviare e fermare il cammino delle bestie. Le stesse erano bardate con nastrini rossi alla cavezza e corredate da un'immagine («A Santa») di San Sebastiano. Finita la processione il grano veniva ammassato in magazzino e, poi, venduto, a volte anche regalato per beneficenza.
Alla vigilia della festa c'è la Svelata e la «Curruta di Sammastianu». Il santo appare all'interno della sua nicchia quindi avanza fino al limite dell'altare maggiore tra le grida di evviva dei fedeli presenti.
La mattina del 20 Luglio, giorno della solenne processione, il Santo è esposto alla venerazione dei fedeli. Dopo l'alborata «a missa i l'arba»,vengono offerti ceri (n'torci promesse), a decine vengono spogliati i bambini i cui abiti sono offerti al Santo e poi riscattati. Si fanno diverse offerte in natura e in denaro; colpisce fra le altre l'offerta di mazzi di basilico «rizzu» profumato, che viene appeso al fercolo del Santo.
Salvatore Urso