Ferla. «L'acqua era potabile prima ed è potabile adesso». È la conclusione del presidente del Partito democratico, Giuseppe Veneziano, ex-sindaco del paese, che polemizza con l'attuale amministrazione comunale, rimarcando la chiusura dei rubinetti nel fine settimana, per qualche ora. «Forse un giorno sarà sistemata la chiesa di San Sebastiano - inizia ad attaccare riferendosi al recente annuncio di un milione di euro provenienti dalla Regione - ma intanto manca l'acqua». Il fatto risale a domenica «quando i cittadini sono rimasti a secco per un banale spegnimento dei motori». Il Pd si dice pronto a stampare dei volantini da distribuire in Piazza. «Avevamo incominciato con la modernizzazione del settore - ricorda - iniziando a lavorare sull'acquedotto. Invece s'è smantellato il dispositivo di telecontrollo, che, se funzionante, avrebbe potuto scongiurare il disagio». Veneziano parla pure di «terrorismo psicologico» esercitato nel passato. E aggiunge: «Gli show in diretta dai palchi, con un bicchiere d'acqua in mano per dimostrare che si può bere, a che cosa sono serviti? Per fortuna il tempo è galantuomo: l'acqua, opportunamente clorata, era e rimane potabile».
R. R. |