Ferla. Un ferlese fu chiamato da Garibaldi per il reclutamento nella provincia di Noto dei Picciotti. Si tratta di don Ferdinando Casaccio, piccolo imprenditore che contribuì ad organizzare squadre di giovani per servire una causa comune. Fu arrestato per cospirazione e rinchiuso nella cella dei condannati a morte con le 13 vittime dell'insurrezione della Gancia. Riuscì ad evadere e partecipò alla presa di Palermo conquistandosi le spalline di capitano sul campo.
Durante le numerose battaglie don Ferdinando si distinse sempre per atti di eroismo. Gli storici raccontano che fece spazientire Nino Bixio perchè, contrariamente all'ordine ricevuto, che era di avanzare in silenzio, lui e i suoi Picciotti, giunti all'altezza dei Molini della Scaffa, levarono un tale clamore di grida e iniziarono una tale disordinata sparatoria dai far fallire in parte la sorpresa che era uno degli elementi principali del piano tattico.
Documenti di conferimento di incarichi particolari, come quello di commissario del reclutamento dei garibaldini in provincia di Noto, furono pubblicati il 19 aprile 1910 dal settimanale siracusano «Il Rinnovamento».
Furono tanti i garibaldini ferlesi arruolati da don Ferdinando. Tra questi Giuseppe Alesai, Salvatore Spagnuolo, Michele Vallato.
Significativo il proclama così articolato: «Ai cittadini e fratelli della provincia di Noto, fiero del comando ricevuto dall'uomo dei prodigi, l'Apostolo armato delle italiane libertà, io mi presento a voi per riunirvi con la divisa di volontario sotto il vessillo dell'onore e della gloria. Prodigate la vostra parola ad illuminare le vostre menti a vincere i pregiudizi. Noi, uniti, compieremo con buon successo il nostro dovere». Ferla lo ricorda come uno dei suoi figli migliori e lo addita come esempio a tutte le generazioni.
Salvatore Urso |