Ferla
Zoom di Giansiracusa sul crocifisso
 
Ferla. Chiesa di Santa Maria del Gesù, riflettori accesi su un'opera d'arte rara per il comprensorio: il crocifisso di Fra' Umile. Lo ha riconosciuto il critico d'arte Vittorio Sgarbi, visitando il patrimonio chiesastico locale. «Anche lui - si dice abbia esclamato - è arrivato sin qui». Le peculiarità del crocifisso sono state spiegate dallo storico dell'arte Paolo Giansiracusa, anche lui ferlese e particolarmente attento alle esigenze artistiche del paese montano. Giansiracusa ha descritto il manufatto ligneo, soffermandosi a scrutare l'anatomia dei crocifissi di Fra' Umile. Attento l'uditorio, particolarmente legato al proprio patrimonio culturale.
Interessanti le osservazioni dello studioso Fabio Barucco, che ha fatto riferimento alle modalità espressive dell'artista e alle usanze locali. E' stata più volte citata la via processionale del crocifisso scolpito tra la fine del 1500 e i primi vent'anni del 1600. Lo si portava a spalla per invocare la pioggia nei periodi di siccità. Ed anche quando non arrivava l'agognata acqua dal cielo, alla fine il raccolto era copioso ugualmente. La devozione popolare giungeva in qualche maniera a compensare una richiesta solo apparentemente non accolta dall'alto.
Gli oratori si sono soffermati in particolare sull'abile manifattura del frate, sull'incarnato che egli riusciva a far affiorare dal legno e sulle sue capacità di rendere verosimile la uscita del sangue dal costato. Frate Umile sviluppò tali doti perché figlio di falegname: il legno lo conosceva bene, ma si discostava dal padre per la visione del suo uso: a bottega si badava alla realizzazione di manufatti della vita d'ogni giorno; lui, invece, creò le forme d'arte che gli sono sopravissute.
R. R.
Rassegna Stampa de: La Sicilia del 23 Febbraio 2010
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