Ferla. Salvare le tradizioni popolari è una delle prerogative che l'Assessorato alla Cultura cerca in tutti i modi di mantenere. La novena di Natale per le strade che per un paio di anni era andata in disuso per via della mancanza di protagonisti, è ritornata. Si tratta di esecuzioni musicali adottate da un complesso formato da un fischietto di canna, di una fisarmonica che rivendicano le antiche nenie cantate porta a porta. Per nove giorni versetti dialettiali mettono in evidenza le varie fasi del viaggio di Maria e Giuseppe in cerca di un alloggio poiché era imminente la nascita del bambino Gesù. Le note musicali, di autore ignoto, sono eseguiti con grande maestria da Carmelo Floridia, Emanuele Peluso, Pippo Iaci, e che magnificano i versi in dialetto rappresentati dalle varie fasi di viaggio di Maria e Giuseppe verso la grotta di Betlemme. «A li gran fridduri stremi, ittà Cesiri lu bannu, ricchi , poviri, signuri, tutti a scriviri si vannu» sono i versi di apertura del primo giorno della novena per finire , poi, con «San Giuseppe caminava ccu Maria si scuntrava e ci dissi spusa amata chista è l'ultima iurnata». L'iniziativa è stata sottolineata con favore, anche perché, piccoli e grandi, si riconoscono nella formulazione e nel canto delle nenie, molto orecchiabili, e quindi cantate. E' appena il caso di ricordare Giuseppe Veneziano, Ture Palermo, Giuseppe Lo Pizzo, Turi Turrisi, i frstelli Sebastiano e Giuseppe Giansiracusa che da anni rappresentano la pietra miliare musicale succedutesi nel tempo.
S.U. |