Ferla
Sant'Antonio chiesa in oblio
 
La chiesa di sant'Antonio abate di FerlaFerla. L'Ugl invia una richiesta di chiarimenti sul fermo dei lavori di Sant'Antonio: una missiva al ministro Sandro Bondi e al Genio civile fa da apripista a successive azioni. Il pressing è del sindacalista Antonino Galioto, che chiede certezze. «Di certo - afferma - si conosce solo la data d'inizio dei lavori, settembre 2006, e la fine prevista per aprile 2008. Alla data odierna nessuno conosce quali siano le eventuali motivazioni-giustificazioni della sospensione dei lavori; poi c'è anche un dovere verso la cittadinanza». Secondo il sindacalista «nessuno pare voglia tenere in giusta considerazione i credenti del Comune di Ferla e cosa per essi significhi il culto religioso». E non solo: «Assistiamo a un altro paradosso: oggi si parla di sicurezza, ma si può constatare come gran parte della struttura sia ingabbiata con sistemi superati e non a norma. Una situazione che con il passare del tempo tende a creare maggiori danni, con la possibilità del formarsi di nuove crepe».
L'appello: «Occorre senso di responsabilità - conclude - dobbiamo tutti ricordare cosa rappresentino opere come questa per il nostro patrimonio. Invito chi ha responsabilità a non cercare di fare terra bruciata intorno alle opere pubbliche». Da qui l'istanza d'una convocazione di conferenza dei servizi per far conoscere pubblicamente le motivazione del ritardo riguardanti la consegna dei lavori ultimati così come da progetto. Ritardo nei lavori che, certamente, fa lievitare il costo dell'opera; e anche se detti finanziamenti vengono da leggi speciali e dalla Comunità Europea non è consentito, per i tempi che viviamo, utilizzare finanziamenti aggravando il costo economico dell'opera. Ecco perché bisogna far chiarezza ed in fretta. Rivolgo quindi un richiamo alla burocrazia degli enti nazionali e regionali che hanno il compito di vigilare sulla perfetta esecuzione dell'opera commissionata ed accertare le eventuali responsabilità sulla ritardata esecuzione dei lavori».
r. r.
Rassegna Stampa de: La Sicilia del 20 Novenbre 2008.
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