La chiesa «dimenticata in cantiere»
Ferla. I lavori a Sant’Antonio Abate dovevano finire nell’aprile scorso. Ma tutto rimane ingabbiato
 
Ferla. Sembra ormai il paese delle chiese chiuse. Sant'Antonio Abate doveva essere consegnata, «chiavi in mano», entro aprile 2008, mentre ai primi giorni di novembre non s'intravede ancora l'apertura dei battenti al culto. Uno stato di fatto comune ad altre chiese del comprensorio ibleo, sul quale nei prossimi giorni gli organismi competenti cercheranno di fornire delle risposte. Nel frattempo il segretario dell'Ugl, Tonino Galioto, invia una lettera al ministero dei Beni culturali, alla Provincia e alla deputazione siracusana.
I lavori di recupero e conservazione dell'edificio religioso sono cominciati il 6 settembre 2006, ma al momento il monumento nazionale, strategicamente ai «quattro canti», rimane ancora ingabbiato; lievemente inclinata anche la croce sommitale piantata su un'artistica sfera in pietra.
All'esterno, lungo quella che era fra le aree più frequentate dai compaesani, la piazza di Sant'Antonio Abate, non si può transitare: delle recinzioni lignee con catenacci impediscono l'accesso per questioni di sicurezza. Palizzate che in parte occupano la sede stradale. E' praticamente semidistrutto il cartello che indica le norme precauzionali nello svolgimento dei lavori. Insomma, oltre alla basilica di San Sebastiano, privata da mesi di metà dell'angelo del frontespizio, si riduce progressivamente il pregevole patrimonio architettonico a disposizione della cittadina.
«Prima che un fatto di corretta informazione per i fedeli - premette Tonino Galioto - è una situazione grave che ricade sul turismo. Vorremmo comprendere perchè sia calato il silenzio. Informeremo anche la Curia arcivescovile della situazione attuale e l'assessorato regionale ai Beni culturali.
«Il cartello dei lavori - conclude il sindacalista - antistante la chiesa parla chiaro; adesso cerchiamo di spiegare alla gente il perchè di questi ritardi che limitano la fruizione di siti di rara bellezza anche ai viaggiatori in transito per la zona archeologica di Pantalica. Una ragione in più, quindi, per lottare in difesa della nostra tradizione culturale e delle peculiarità che da sempre il nostro comprensorio ha offerto».
Il blocco dei lavori iniziati è un fenomeno che coinvolge numerosi edifici storici della zona iblea. Sarà utile e opportuno cercare di capire perchè. Caso per caso. Comune per Comune.
R. R.
Rassegna Stampa de: La Sicilia del 04 Novenbre 2008.
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