Massi sfiorano auto in transito
Una frana rende pericolosa la strada provinciale tra Ferla e Cassaro. Galioto: «Intervenire subito»
 
Ferla. Ancora una frana si abbatte sulle strade montane. Questa volta, a essere interessata dal fenomeno franoso è stata la strada provinciale Ferla-Cassaro che si collega con la strada statale 124 Palazzolo-Siracusa.
Secondo quanto viene segnalato dal segretario provinciale dell'Ugl Tonino Galioto, che abita a Ferla e che durante l'evento franoso si trovava a percorrere questa strada provinciale, «solo per miracolo è stata evitata una catastrofe per questo distacco di massi, di diverse dimensioni, dal costone sovrastante alla carreggiata in un punto che si trova a circa un chilometro dopo il ponte sul fiume Anapo.
«Prima che arrivassi sul posto della frana – scrive Galioto in una nota inviata al presidente della Provincia, all'ufficio tecnico dello stesso ente e ai sindaci di Cassaro e Ferla – alcuni cittadini già avevano avvertito il 112 che con tempestività aveva inviato sul posto una pattuglia di carabinieri per bloccare il traffico.
«L'amministrazione provinciale – si legge nella nota di Galioto – si è insediata da pochi mesi, ma certamente occorre attivare interventi per mettere a sicuro questo costone, il quale, a causa del dissesto idrogeologico che presenta, da anni costituisce un percolo per la sicurezza degli automobilisti in transito».
Tra l'altro, questa strada è molto trafficata in quanto viene percorsa dai tanti automobilisti che giornalmente si recano al posto ed inoltre, da qui, transita il pullman con a bordo gli studenti pendolari. Considerata la situazione che riguarda la viabilità montana, il segretario dell'Ugl si fa portavoce di tutti coloro, che come lui, percorre queste strade di montagna, la cui sicurezza lascia molto a desiderare e l'incidente è sempre in agguato. Pertanto suggerisce di puntare sull'innovazione tecnologica e formativa per individuare un nuovo modello d'intervento. «Sarebbe opportuno – dice Galioto – che la Provincia costituisse un nuovo settore che si occupi del traffico e della sicurezza stradale. In questo modo il personale dell'ufficio potrà intervenire per gestire e coordinare gli interventi. Invece, attualmente tutto viene lasciato all'improvvisazione».
Infine, Galioto fa rilevare che queste strade montane non devono essere viste solo come assi viari, ma come rete di comunicazione sulla quale viaggiano non solo gli abitanti della zona montana, ma anche visitatori che si recano a Pantalica e nella valle dell'Anapo.
P.M.
Rassegna Stampa de: La Sicilia del 02 Novenbre 2008.
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