Il connubio fra hacker e artista
Ferla. Sofisticato progetto messo in campo da 4 giovani, sfociato nella collezione di quadri «Solitude 2008»
 
Ferla. Comunicare i dolori e le frustrazioni dell'uomo applicando la tecnologia all'arte. E' questo l'innovativo e sofisticato progetto messo in campo da alcuni giovani ferlesi (e non), sfociato nella collezione di quadri «Solitude 2008», intersezioni di istintive rappresentazioni visive e codici reali e funzionanti di attacchi hacker. Ideatore e produttore del progetto è Giuseppe Pisasale, proprietario della P4D, Ict company operante nel campo dei servizi informatici.
Al progetto lavorano Antonio Latina (responsabile artistico), Salvo Castorina (co-produttore), Paola Latina (fotografo) e Rossana Giansiracusa. La loro miscela fra arte e tecnologia ad essa applicata sta attraendo sul web l'attenzione di americani, francesi e canadesi. Ancor prima degli italiani.
Applicato ed originale studio psicologico, durato oltre un anno, «Solitude 2008» tenta di comunicare all'osservatore le sensazioni originate dalla solitudine e filtrate attraverso gli occhi e l'intima rabbia di un hacker. «Avatar» ne è il manifesto: emblema della gelosia, dell'invidia e della necessità di riscatto che l'uomo prova nelle fasi della solitudine. Le pulsioni negative del pirata informatico divengono desiderio di rivincita nei mondi virtuali. Siamo dunque alla sublimazione. «Il mondo hacker - sostengono gli ideatori del progetto - ha delle forti analogie con alcuni stati emotivi provati durante la solitudine. Le frustrazioni dell'artista si intersecano con la rabbia e l'evasione digitale del pirata informatico». Piaccia o no, ne esce fuori l'opera d'arte. Nella poetica e nell'arte di Hagackure (così si chiama la fusione dei termini hagakure e hacker) risiede la speranza di alleviare i dolori umani e trovare rimedio alla solitudine.
Le opere rivelano un armonioso conflitto fra le immagini e la composizione di codici di pianificati attacchi hacker. Due mondi paralleli, apparentemente agli antipodi, nascondono due analoghe filosofie e tipologie di «guerra» interiore. E' da questo connubio che nasce la collezione. E' il parallelismo e l'inedita simbiosi fra hacker ed artista che gli hagackure siciliani mettono «nero su bianco», olio su pannelli.
Il contrasto è il cuore della ricerca, la coordinazione fra schemi pittorici e codici sorgente hacker il risultato della loro forma espressiva.
I cinque giovani artisti siciliani e le loro opere sono stati recensiti di recente dal noto blog Arteitaliana come «un gruppo di artisti ed un progetto che farà parlare di sé nel mondo dell'arte contemporanea nazionale ed internazionale».
Francesco Ramondetta
Rassegna Stampa de: La Sicilia del 12 Luglio 2008.
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