Ferla.
L'approvazione del bilancio di previsione dell'anno in corso ha confermato la situazione politica che vede un'amministrazione comunale appoggiata soltanto da tre consiglieri comunali su dodici. Era, quindi, prevedibile che il bilancio, approvato dalla giunta del sindaco Alfio Speranza, venisse completamente rivoltato dalla maggioranza del Consiglio comunale. Infatti, ben sedici emendamenti sono stati apportati al bilancio che aveva proposto l'amministrazione comunale. I componenti della giunta municipale, ritenendo scontata la sorte che sarebbe toccata al bilancio, non erano presenti in aula quando lo strumento finanziario, dopo tutte le variazioni, è stato approvato da quella che è, dopo lo «scisma», la maggioranza consiliare. Questi emendamenti, secondo quanto è stato fatto rilevare dagli otto consiglieri comunali che l'hanno proposto ed approvato, erano necessari in quanto «il bilancio varato dall'amministrazione comunale era solo un bilancio di lacrime e sangue per i cittadini di Ferla». Inoltre, sempre questi otto consiglieri comunali fanno rilevare che «lo stesso revisore del conto aveva suggerito di intervenire nel miglioramento della gestione economica al fine di consentire una migliore perequazione tributaria nella suddivisione del carico tra gli utenti, e di intervenire su una riduzione dei costi, cercando di contenere le spese non necessarie con una ottimale utilizzazione delle risorse interne, in particolare in riferimento al personale già in dotazione all'ente». «Inoltre – fanno osservare sempre gli otto consiglieri comunali – sono comparsi nel bilancio di previsione dei debiti fuori bilancio, che si suppone possono ammontare a circa 800 mila euro». Per tutti questi motivi, quindi, il Consiglio comunale, a maggioranza, ha tagliato le spese che riteneva inutili, ha ridotto anche l'indennità di carica per il sindaco e gli assessori e consiglieri comunali al fine di dare ai cittadini il segnale che l'austerità quando arriva è per tutti. Inoltre, è stata ridotta allo 0,3% l'addizionale Irpef che l'amministrazione comunale aveva fissato allo 0,5%. Il minore introito di questo tributo è stato coperto con i tagli sulle indennità e sulle spese. Nessun commento del sindaco Alfio Speranza sul bilancio che l'amministrazione comunale aveva deliberato e che è stato «stravolto» dalla maggioranza del Consiglio comunale. Solo una battuta: «L'approvazione del bilancio spetta al Consiglio comunale. Se la maggioranza del Consiglio comunale ha così deliberato vuol dire che si assumerà le proprie responsabilità, così come io mi assumerò le mie».
P.M.
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