Ferla.
Non passa la mozione di sfiducia
al sindaco Alfio Speranza. Tre
consiglieri di maggioranza hanno
fatto saltare il quorum dei 4/5
per l'approvazione e salvato in
extremis il sindaco. Cinque consiglieri
di minoranza e quattro dissidenti
di maggioranza (9 sui 12 complessivi)
hanno chiesto invano le dimissioni
del sindaco, che durante la seduta
non ha risposto a contestazioni
e domande. «In dieci mesi
- ha accusato l'opposizione -
c'è stata una cattiva amministrazione
della cosa pubblica: molti rimpasti
di giunta ma nessun punto del
programma realizzato, nessuna
relazione semestrale, nessuna
consulta, nessun incontro coi
cittadini». Unanimi le accuse
al sindaco sull'aumento dell'indennità
di carica (triplicata), le promesse
elettorali non mantenute di 150
posti di lavoro e le continue
verifiche di giunta. «Il
malato - ha accusato il gruppo
indipendente dell'ormai ex maggioranza
- è terminale. Se non oggi,
domani morirà. Sbagliare
è umano, ma perseverare
è diabolico». In
un gremito auditorium comunale
(oltre un centinaio i presenti)
gli ex consiglieri di maggioranza
si sono scusati pubblicamente
con i propri elettori dichiarando
che si ripresenteranno «a
testa alta alla cittadinanza in
futuro». Approvata inoltre
una modifica allo statuto comunale
per la sfiducia al presidente
del Consiglio. A Ferla è
dunque crisi. E lo stallo si è
già palesato al voto di
due punti all'ordine del giorno.
Respinte infatti, con numerose
astensioni, la verifica di aree
e fabbricati da destinarsi a residenza
e attività produttive e
l'approvazione del regolamento
del baby Consiglio.
Francesco Ramondetta
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