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Ferla.
Un paese all'aperto per la «Sciaccariata»
dietro Cristo risorto. Questa
manifestazione intrisa di religiosità,
tradizione, costume, folklore,
è una delle espressioni
popolari più sentite della
Santa Pasqua. Ferla da più
di cento anni ne incrementa sempre
di più la solennità
offrendo atmosfere e magie particolari.
E' il piatto forte delle celebrazioni
pasquali nella imponenza spettacolare
dei suoi sacri riti, in simbiosi
con l'arte e la cultura. E' l'occasione
per il turista desideroso di conoscere
ciò che vive del passato
riconsiderandone i valori storici,
è una gradita occasione
per i Ferlesi che vivono lontano
dalla propria terra senza mai
scordarsene. E' di questi giorni
l'arrivo degli emigrati dalla
Svizzera, dalla Germania, dalle
Americhe, e dalla Australia.
Quello pasquale è un fenomeno
di cultura popolare che caratterizza,
attraverso una serie di fatti
religiosi e folkloristici, l'attaccamento
di quanti ne hanno tramandato
le illustri tradizioni. Appositi
comitati che fanno capo alla Parrocchia
e alla pro-loco hanno allestito
e programmato la bella manifestazione.
Stasera alle 23 è in programma
la «Sciaccariata»
(fiaccolata), che accompagna il
Cristo risorto snodandosi per
il Corso Vittorio Emanuele fino
alla Chiesa dei Padri Cappuccini
posta al limite Nord del paese.
Il corteo è formato da
un numeroso stuolo di giovani
ed adulti che si sono muniti in
precedenza di particolari fiaccole
(sciaccare), ottenute mettendo
insieme centinaia di steli di
una pianta selvatica (a liamma),
che cresce spontanea sul posto.
L'assessorato comunale al Turismo,
per chi volesse partecipare al
rito, offre gratuitamente le «sciaccare».
Una manifestazione da brivido.
Il chiarore selvaggio delle fiaccole
trascina lo spettatore. Lo spettacolo
è di una suggestività
e originalità notevole.
I portatori della bara del Cristo
risorto, poi, scendono a frotte
e depositano le «sciaccare»
nella Piazza San Sebastiano ottenendo
un grosso falò intorno
al quale viene approntato un particolare
girotondo.
La giornata della domenica si
apre con la Messa all'alba seguita
dalla processione della Madonna
statua lignea del XXVII secolo,
in lutto che cerca Gesù
(allo spuntar del sole viene baciata
dal primo raggio tra il salmodiare
dei fedeli e le scene di entusiasmo
dei portatori della bara) e termina
con l'incontro trionfale del Cristo
risorto con la Madonna (Bedda
Matre), in gergo detto «Scontru».
Salvatore Urso
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