Buccheri.
S'incatena all'ambulanza per protestare
contro la sospensione del servizio
del 118. Lo fa il sindaco Gaetano
Pavano, il quale annuncia una
denunzia alla Procura della Repubblica
già per stamattina. La
turnazione degli operatori d'ambulanza,
già al limite della sopportazione
fisica, è divenuta impossibile
e il servizio è stato sospeso
a tempo indeterminato. Pavano
chiede nuove assunzioni ma soprattutto
più sicurezza per la zona
montana, che in questo modo si
allontana dal capoluogo.
Nel tardo pomeriggio di ieri sono
intervenuti a sostenerlo anche
i sindaci di Buscemi, Nellino
Carbè, di Ferla, Alfio
Speranza, e di Palazzolo, Domenico
Nigro, a sottolineare il disagio
di un'area montana che per prima
soffre delle conseguenze di una
sospensione del servizio di trasferimento
degli ammalati.
«Mi sono legato all'ambulanza
- spiega il sindaco Pavano - perché
già una settimana addietro
l'avevano portata via per tre
giorni. Su questo episodio avevo
pure inoltrato un esposto alle
autorità competenti, sostenendo
che questo disservizio può
togliere la vita a diverse persone.
Pochi minuti, vista la nostra
distanza dal capoluogo, possono
causare una morte: ogni qual volta
si verifica un problema di personale
a pagarne le conseguenze sono
gli avamposti».
Paga la periferia quindi: «Ci
rimettono i paesi dei pecorai
- dice polemicamente Pavano -
. Siamo abbandonati, ci cercano
soltanto ogni cinque anni per
ragioni elettorali. Ai ragazzi
che prestano servizio qui da noi
fanno fare turni massacranti.
Dopo turni di anche di venti ore,
trattati anche loro come bestie,
era logico che si arrivasse a
questo».
Pavano giustifica proprio gli
operatori: «Sono sempre
disponibili con tutti noi - dice
- ma anche loro hanno motivi di
salute o di stanchezza. D'altro
canto la misura presa non è
quella di assumere altre unità,
garantendo la sicurezza, ma di
sopprimere la struttura. Questa
è una protesta di civiltà».
Il problema dunque si ripete.
E la zona montana rimane isolata.
Stavolta con rischio incombente
non soltanto per la salute ma
per la sopravvivenza stessa dei
suoi abitanti.
Qui mancano una viabilità
e un servizio trasporti accettabili.
Mancano strutture sanitarie sufficienti
ed efficienti. E intanto si continua
a parlare di turismo per queste
zone. E pure di turismo di élite.
R. R.
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