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Buccheri.
Gaetano Pavano è il nuovo
presidente dell'Unione dei Comuni
iblei. Il sindaco di Buccheri
è stato eletto dal Consiglio
della Unione con quattordici voti
a favore e una scheda bianca.
Assenti numerosi consiglieri.
Pavano, secondo una rotazione
prevista per statuto, succede
a Nellino Carbè, sindaco
uscente di Buscemi, che ha presentato
la relazione sul suo anno di presidenza.
Ecco alcuni dei traguardi annoverati
da Carbè nel suo discorso
di commiato: anagrafe canina e
raccolta differenziata, dotazione
di personale amministrativo, costituzione
di una srl per il sistema turistico
locale, decentramento degli sportelli
catastali da Siracusa in cinque
comuni montani.
«Un risultato prestigioso
- ha commentato Carbè -
è stato il catasto delle
aree incendiate, per il quale
abbiamo ricevuto il plauso del
prefetto».
Durante la seduta è stato
approvato il piano triennale delle
opere pubbliche. Per la prima
volta dalla sua nascita l'Unione
si dota di questo strumento amministrativo,
nel quale è inserito, fra
l'altro, il progetto di un canile
comprensoriale. Per l'opera c'è
già un finanziamento di
50 mila euro. A breve sarà
dato incarico ai progettisti.
«Priorità del mio
mandato - ha dichiarato il neoeletto
Pavano - rimangono la collegialità
fra i Comuni, una buona raccolta
differenziata e il potenziamento
del servizio di polizia locale
dell'Unione». Quest'ultimo
servizio è attualmente
regolato da una convenzione. Intanto
crescono nella zona montana i
casi di furto e il sentimento
di insicurezza. «E' una
intesa scritta che definirei "soft"
- ha detto Pavano -. Accade talvolta
che dobbiamo ricorrere a personale
di polizia municipale di altri
Comuni della provincia. Con l'utilizzo
dei fondi bisogna creare un servizio
permanente. Sono da considerare
anche gli ausiliari del traffico:
verificheremo se ci sono le condizioni
giuridiche per farlo, anche con
incontri in prefettura».
Per la raccolta differenziata
che stenta a decollare c'è
qualche idea. Occorre investire
perché la sensibilizzazione
non basta. «Metteremo in
campo - ha detto Pavano - una
somma più appetibile di
quelle di cui dispongono i singoli
Comuni in modo da attirare le
imprese e farla in maniera seria».
Sembra invece quasi accantonata
l'ipotesi videosorveglianza. «C'è
il problema della normativa sulla
privacy» ha chiosato Pavano.
Francesco Ramondetta
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