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Ferla.
La magia dei luoghi e della storia
testimoniata da viuzze, cortili
e anfratti, il fascino dei personaggi
che vestono i costumi di un tempo,
i naturali ambienti dell'antica
civiltà contadina, magistralmente
usati dai ragazzi dell'associazione
culturale «I Tirichitolla»
hanno trascinato i visitatori
facendo materializzare quella
notte di duemila anni fa nella
capiente grotta naturale in cui
è stata rappresentata la
Natività. Il presepe vivente,
allestito nel quartiere Cappuccini
ai piedi del cinquecentesco convento,
continuerà ad accogliere
i tanti visitatori.
L'itinerario permette di visitare
l'originale manufatto. L'iniziativa
è dell'amministrazione
comunale che, oltre ad incentivare
con aiuti economici le varie iniziative,
ha permesso l'impianto di una
cometa denominata «Stella
degli Iblei» che illumina
con le sue 1600 lampadine per
la lunghezza di circa 40 metri
i luoghi del presepe vivente,
e anche tutto il paese, poiché
posta sulla facciata del convento.
L'originale cometa è anche
visibile dai paesi della zona
montana con l'esclusione di Buccheri
perché posto ai piedi di
Monte lauro.
Oltre ai tanti visitatori i veri
protagonisti sono stati i ragazzi
che hanno dato vita ad uno spettacolo
suggestivo e indimenticabile.
L'alto valore morale e cristiano
è stato sottolineato dall'assessore
comunale al Turismo, Enzo Cimino,
il quale si è dimostrato
soddisfatto per l'impegno dei
ragazzi nonché per la professionalità
con la quale loro hanno interpretato
i personaggi.
La visita al presepe vivente continua
nei giorni 5 e 6 gennaio. Il vecchio
quartiere dei Cappuccini continuerà
ad accogliere altre persone che
potranno godere la suggestione
di questi luoghi. «Abbiamo
superato tutte le difficoltà
operative - dicono in coro i ragazzi
dell'associazione - grazie alla
volontà di tutti. Abbiamo
cercato di valorizzare questa
parte di centro storico».
Salvatore Urso
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