Ferla
Nomine all’Utc contestate
 
 
Ferla. Scoppia la polemica per il nuovo dirigente dell'Ufficio tecnico e per l'edilizia scolastica. La innesca l'opposizione di «Prospettiva Ferla». «Sono solo mezze verità - replica il vicesindaco Mario Lavia. - Li invito a riflettere su quanto affermano ed a collaborare per il bene del paese. Non c'è sperpero di denaro pubblico perchè soldi non ce ne sono».
«Il Comune - affermano i consiglieri di minoranza - ha da qualche giorno un nuovo dirigente dell'Ufficio tecnico comunale. Con questo nuovo ruolo abbiamo tre dirigenti e due consulenti, ma si deve considerare che uno dei tre dirigenti è pagato di più perchè fa anche da consulente legale.
«Inoltre - continua poi Michelangelo Giansiracusa - il nuovo dirigente non è un ingegnere nè un geometra nè uno con esperienza amministrativa su appalti o su contratti. Il peggio è che d'ora in poi l'assessore ai Lavori pubblici dovrà approvare il progetto, appaltare i lavori, e fino a 3000 euro potrà appaltare senza gara, controllare i lavori, collaudarli e pagarli. Cioè il potere politico che dovrebbe solo programmare e vigilare gestirà in prima persona tutto».
Sui Lavori pubblici interviene anche l'ex sindaco Giuseppe Veneziano, che contesta le dichiarazioni del sindaco sull'edilizia scolastica durante l'ultimo Consiglio comunale. «Ricordiamo - afferma - che la precedente amministrazione ha lasciato in eredità opere pubbliche già finanziate per oltre 2 milioni di euro, tra le quali il completamento della scuola elementare, ala ovest, per 420 mila euro e la ristrutturazione e l'adeguamento della palestra comunale per 290 mila euro».
«E' vero - replica Lavia sulle scuole - che questi lavori erano stati previsti dalla precedente amministrazione. Ma i soldi non bastavano: la parte centrale della scuola è finita, non così per gli altri due settori laterali». Sull'Ufficio tecnico, Lavia parla di «colossale abbaglio». «La legge - dice - prevede per i piccoli comuni che un assessore possa fare il responsabile dell'Utc e degli altri uffici: ciò per ridurre le spese. Facendo da dirigente, peraltro, egli non percepisce nessun compenso, ma rischia sulla propria pelle: è da ammirare. E sulle sue capacità non è la minoranza che deve giudicare».
Roberto Rubino
Rassegna Stampa de: La Sicilia del 27 Novembre 2007.
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