Ancora tagli alla sanità
Lettera del presidente dei Comuni iblei al prefetto
 
 
«Si è perpetrata l'ennesima ingiustizia per la sanità della zona montana spogliando il territorio di servizi essenziali». Con questa dichiarazione il presidente dell'Unione dei Comuni montani, Carbè, alimenta la protesta per l'avvenuta chiusura degli ambulatori di Salute mentale che erano attivi nei Comuni di Buccheri, Buscemi, Cassaro e Ferla. Proteste e preoccupazioni che Carbè ha espresso in una lettera inviata al prefetto, al commissario straordinario, al direttore sanitario e al direttore amministrativo dell'Asl 8, oltre che, per conoscenza, ai sindaci dei singoli Comuni interessati e a diverse personalità della politica e della pubblica amministrazione locale e regionale.
«La popolazione complessiva di questa Unione conta poco meno di 33 mila abitanti - rileva Carbè - mentre dai rilievi epidemiologici risulta che il numero di interventi degli ultimi 10 anni è stato effettuato proprio negli ambulatori dei Comuni della zona montana. Se poi si considera il cospicuo numero di abitanti in età geriatrica, la spoliazione del territorio appare ancor più irragionevole e depauperante».
Carbè chiede quindi con fermezza ai dirigenti dell'Asl e a quanti a vario titolo possano prendere le difese dei cittadini di non trascurare le negative conseguenze che porterà «l'insana decisione di chiudere tali ambulatori» e di revocare le recenti disposizioni di chiusura. Minaccia inoltre, qualora non si dia seguito alla richiesta, di convocare un Consiglio dell'Unione aperto alle deputazioni nazionale e regionale, alle confederazioni sindacali della provincia e a tutti i cittadini dell'Unione al fine di «renderne pubblica la posizione e di reiterare in maniera collettiva una pretesa che appare più che legittima».
giorgio italia
Rassegna Stampa de: La Sicilia del 13 Novembre 2007.
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