L’Ato idrico diventa operativo
L’assemblea dei sindaci ha approvato l’affidamento del servizio. Discussione lunga due anni
 
 

Diventa operativo l'Ato idrico. E si salvano le risorse europee destinate alla gestione della risorsa acqua. Che non è più illimitata e va quindi gestita oculatamente. L'assemblea dei sindaci, presieduta da Bruno Marziano, presidente della Provincia e dell'Ato, ha infatti deliberato l'approvazione del contratto con la società di gestione del servizio in tutto l'ambito territoriale, che coincide con l'intero territorio provinciale. Il prossimo passo sarà la firma del contratto. Quindi la società di gestione potrà iniziare la sua attività, dando attuazione al primo Pot (Piano operativo territoriale) e utilizzandone le risorse.
Primo obiettivo è il risanamento degli acquedotti esistenti, ridotti dappertutto allo stato di gruviera, da cui si perde il 50 per cento dell'acqua in distribuzione. Il «primo comandamento» è la lotta agli sprechi. È quindi prevista la costruzione di nuove reti idriche e fognarie, nell'ambito di tutto un programma di razionale ricerca e utilizzazione della risorsa acqua: dalla individuazione delle fonti all'approvvigionamento alla distribuzione alla depurazione al riutilizzo dei reflui depurati: in pratica quel che si definisce il «ciclo integrato dell'acqua».
L'assemblea ha deliberato con 16 sì, un no (Noto) e un'astensione (Cassaro). Erano assenti i sindaci di Melilli, Pachino, Rosolini e Sortino.
In apertura di seduta il presidente Marziano ha riferito sullo «stato dell'arte», smentendo le voci di eventuali trattamenti di favore per i Comuni montani e conseguenti aggravi tariffari per gli altri. Potrà esserci una revisione del piano d'ambito, ha assicurato Marziano, per individuare particolari priorità dovute a specificità territoriali. Ma le tariffe sono quelle che derivano dalla legge. E non si toccano. Ci sarà invece una capillare e costante informazione per tutti i Comuni dell'Ato, informazione finora mancata da parte del Comune di Sortino, rappresentante della zona montana. La quale avrà ora un rappresentante che sarà indicato dal sindaco-presidente della comunità montana.
Ci son voluti due anni. Ma ora si comincia.
Salvatore Maiorca

Rassegna Stampa de: La Sicilia del 29 Ottobre 2007.
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