L'Unione
dei Comuni montani affiderà a privati
professionisti la redazione del catasto
dei terreni bruciati durante la stagione
2007. A tal fine ha delegato il presidente
Carbè, sindaco di Buscemi, durante
la riunione convocata per discutere sulla
mappatura dei terreni bruciati, come sancito
dalla legge 353 del 2000, recepita dalla
Regione nel 2006, e dopo le sollecitazioni
del prefetto Maria Scandura a tutte le
amministrazioni comunali.
Carbè sta già verificando
i preventivi delle società che
hanno risposto alle richieste dell'Unione,
società composte da esperti nel
settore. Si tratta, infatti, di una mappatura
che deve riportare con precisione millimetrica
i confini delle aree bruciate, le relative
particelle catastali e l'intestazione
delle eventuali proprietà private.
Il tutto con il fine di poter applicare
le prescrizioni di legge: «le zone
boscate e i pascoli percorsi dal fuoco
non possono avere una destinazione diversa
da quella preesistente all'incendio per
almeno quindici anni. Sono vietate per
cinque anni le attività di rimboschimento
e di ingegneria ambientale sostenute con
risorse finanziarie pubbliche e altresì
vietate per dieci anni le attività
di pascolo e di caccia».
L'Unione, intanto, come ordinato nella
lettera della prefettura, ha già
risposto al prefetto con una relazione
sullo stato di avanzamento della redazione
della mappa.
Carbé, in rappresentanza dei colleghi
sindaci Amenta di Canicattini, Pisasale
di Cassaro, Speranza di Ferla, De Luca
di Sortino, Nigro di Palazzolo e Pavano
di Buccheri, è stato ringraziato
dal prefetto per la tempestività
con cui ha risposto alla sollecitazione
e per la chiarezza su quanto l'Unione
sta organizzando in merito alla mappatura.
Solo i Comuni montani, infatti, rappresentano
un terzo dei Comuni della provincia con
i relativi territori che sono stati i
più devastati dalle nefaste attività
incendiarie che hanno costretto gli uomini
del Corpo forestale della Regione e dei
Vigili del fuoco a interventi estenuanti
anche per tre o quattro volte al giorno.
E il desolante panorama ne è una
dimostrazione. Ovunque vaste aree bruciate
dove il fuoco ha distrutto non solo le
sterpaglie ma soprattutto alberi ed altre
piante caratteristiche della zona.
«Fra due o tre mesi al massimo -
afferma Carbè - avremo la mappa.
Non è possibile continuare con
questa situazione che per fortuna non
ha causato vittime, come altrove, ma comunque
ingenti danni al territorio».
giorgio italia
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