Ferla. Il futuro vicesindaco Lavia illustra le ragioni del successo
«Tanta voglia di nuovo»
 
 
Ferla. Avvicinare i ferlesi sparsi nel globo, risolvere il problema del restauro di San Sebastiano (c'è un angelo che manca ancora all'appello dalla facciata), e puntare sul lavoro. Questa la ricetta, secondo il vicesindaco designato, Mario Lavia, che avrebbe fatto vincere il centrodestra guidato da Alfio Speranza.
Ma ad essere ancor più decisiva, secondo l'ex consigliere comunale di opposizione, è stata la voglia di cambiamento: dopo due legislature di ininterrotto governo di centrosinistra era inevitabile che ciò accadesse.
E aggiunge: «La gente ha avuto rabbia - commenta - perchè nei cantieri a lavorare erano lavoratori forestieri. Questo non dovrà accadere più e ha innescato la volontà di cambiamento».
A far perdere punti alla coalizione guidata da Michelangelo Giansiracusa, per il quale Lavia afferma di nutrire una profonda stima, è stata la scelta di candidarsi in un momento sbagliato.
«Giansiracusa è un ragazzo preparato - sostiene Lavia. - Mi spiace davvero per lui: certamente non meritava di perdere. Ma non aveva proprio fatto i conti con una voglia irrefrenabile di cambiare, candidandosi in un momento sbagliato e pagando errori che non erano certamente tutti suoi».
Sarebbe stata una scelta errata secondo Mario Lavia quella d'impostare la campagna elettorale sulla "catanesità" del nuovo sindaco. «È stata una polemica inutile che non significa nulla - dice Lavia. - E il legame di Alfio Speranza a Ferla è dimostrato sensibilmente dalle sue prime dichiarazioni. In ogni caso il nostro fine è avvicinare Ferla al centro, calamitare l'attenzione dalle città maggiori».
L'ultimo pensiero per l'eterna "suora di clausura". L'inaccessibile basilica di San Sebastiano: «È la nostra prima preoccupazione - conclude - e faremo del nostro meglio per farla riaprire nel più breve tempo possibile».
Roberto Rubino
Salvatore Urso
Rassegna Stampa de: La Sicilia del 16 Maggio 2007.
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