Ferla.
Si rinfocola la polemica per la basilica
di San Sebastiano. Componenti dell'opposizione
avanzano delle riserve sull'effettivo
collaudo delle opere realizzate nell'ultimo
decennio. Ma il sindaco Giuseppe Veneziano
fuga ogni dubbio in tal senso. Frattanto
la Soprintendenza riprende i contenuti
di una lettera inviata alle autorità
civili e religiose circa due anni fa:
nella missiva pervenuta alla chiesa ferlese
e all'amministrazione comunale, come riferito
dal parroco, si chiede di effettuare una
rapida catalogazione dei beni presenti
nella basilica e di verificarne lo stato
di conservazione. E si chiede anche il
ripristino dell'angelo «segato».
Un angelo del quale ancora non si ha notizia,
malgrado i ripetuti appelli del docente
di Storia dell'arte Paolo Giansiracusa,
del parroco e della gente.
«I concittadini - afferma il forzista
Mario Lavia - non hanno ancora ricevuto
alcuna risposta sulla parte di angelo
mancante dalla facciata. Inoltre nutro
il fondato dubbio che le opere di ristrutturazione
e consolidamento sino ad oggi effettuate
non siano mai state collaudate».
Replica il sindaco: «Tutte le opere
fin qui realizzate sono state collaudate.
Ed è stato portato a termine pure
l'adeguamento antisismico, che in parte
abbiamo già trovato realizzato
dalla precedente amministrazione comunale.
Era stata l'amministrazione Coffa ad avere
la paternità della messa in sicurezza
per il colonnato interno e l'adeguamento
statico».
La fase successiva: «Il progetto
appaltato - riprende Veneziano - era stato
però realizzato fino a metà
dal mio predecessore. Successivamente
l'abbiamo sviluppato noi, ma abbiamo rinvenuto
dei danneggiamenti all'interno dell'edificio
perché la chiesa era rimasta per
quindici mesi consecutivi priva di copertura».
Quindi, più recenti, i lavori di
restauro sulla facciata. «Quelli
li abbiamo ultimati noi» conclude
Veneziano. Ma dell'angelo ancora nessuna
notizia.
Le fasi più recenti del consolidamento
dell'edificio religioso partono dal 1992.
Ammontano a cinque miliardi di lire i
finanziamenti di quel periodo. A quella
cifra si debbono aggiungere altri quattro
miliardi di lire, che si sommano agli
oltre ottocento milioni di lire per un
consolidamento statico eseguito agli inizi
degli anni ottanta.
Roberto Rubino
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