Si
fa opera di proselitismo soprattutto tra
i giovani per il costituendo Parco degli
Iblei. Difatti si è tenuta presso
l'istituto "Principessa Giovanna",
una conferenza sul significato del Parco,
tra i più grandi d'Italia che si
estende con una forma stellare nelle province
di Siracusa, Ragusa e Catania, attraverso
la relazione proposta dall'assessore alla
pianificazione territoriale provinciale
Paolo Uccello. Il parco, il più
grande per estensione della Sicilia, nelle
sue linee guida include, varie aree e
propone inoltre importanti emergenze culturali
ed ambientali. Uccello, noto esperto di
tematiche ambientali e etnoantropologo,
ha documentato puntigliosamente i motivi
della decisione della provincia di Siracusa,
di essere capofila in questa proposta.
Il progetto vero e proprio verrà
presentato, ha preannunciato, entro l'anno
ai sindaci di tutti comuni iblei delle
tre province interessate (Siracusa, Catania
e Ragusa ) e, poi, farà seguito
la presentazione ufficiale con un'apposita
conferenza di servizi in sede regionale.
L'incontro con gli studenti, destinato
ad allargarsi a macchia d'olio, punta
alla sensibilizzazione delle giovani generazioni
in termini di rispetto dell'ambiente,
delle tradizioni locali, di sviluppo ecosostenibile
e di occasioni ed opportunità di
lavoro che l'ambiente e le risorse ad
esso collegate possono rappresentare.
Per rimanere nell'ambito aretuseo il parco
è riferito al monte Lauro e ai
cinque fiumi che da esso prendono origine
cioè il San Leonardo, l'Irminio,
il Tellaro, l'Anapo che è il più
lungo coi suoi cinquantatrè chilometri
e il Dirillo, ma include anche la zona
di Rosolini con la cava Paradiso, la zona
di Avola con la cava Cavadonna, la zona
di Augusta con i monti Climiti e il Marcellino.
In quest'ultimo caso con un riferimento
diretto all'attività dell'uomo,
occorre rammentare che su questo altipiano
in cui si svolgevano per esempio attività
ormai passate in disuso come il carbonaio
e il lianaio. Insomma, è la cosiddetta
«zona A» che include tutti
i canyon del territorio siracusano ad
alta diversità biologica. Basta
per questo solo considerare che vi trovano
ospitalità cento specie, tra le
quali mammiferi siciliani come l'istrice,
la volpe, la donnola, la martora, il coniglio,
la lepre, il toporagno, per arrivare sino
al gatto selvatico la cui presenza viene
segnalata da recenti avvistamenti tra
Ferla e la valle dell'Anapo.
Giuseppe Benanti
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