Una nuova Governace della Montagna Siciliana
Dall’assemblea dei comuni montani a S. Lucia del Mela (Me) idee e proposte per un modello di sviluppo dell’isola
 
 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“C’è un nuovo modello di sviluppo da pensare per la nostra isola. Che parte dalla montagna, dai piccoli centri, dalla specificità del nostro territorio. Dopo lo sfruttamento del suolo in modo indiscriminato, e una cementificazione dissennata delle coste, una nuova sfida può partire dalle aree interne della Sicilia. E quando si parla di sviluppo, di qualità della vita deve esserci lo sforzo di tutti nel superare le divisioni politiche e settoriali dei rami dell’amministrazione. Perchè la Sicilia non venga travolta dalle distorsioni della globalizzazione e faccia invece tesoro delle peculiarità che sempre l’hanno caratterizzata”: così l’Assessore regionale al territorio e ambiente, Rossana Interlandi, ha concluso ieri (lunedì, 19 marzo) a Santa Lucia del Mela (ME), nella suggestiva cornice del Castello-Santuario Madonna della Neve, i lavori dell’assemblea dei comuni montani siciliani organizzata dall’Uncem, l’associazione degli enti montani con 4000 associati in Italia, attraverso la sua delegazione regionale, insieme alla Regione Sicilia, la Provincia Regionale di Messina, il Comune di Santa Lucia del Mela (Me) e l’associazione Unimpresa.
Un’occasione d’incontro e di confronto sulla montagna in Sicilia a cui hanno partecipato decine di sindaci della regione, a cominciare dal primo cittadino di Santa Lucia del Mela, Santino Pandolfo. In un momento importantissimo in cui il quadro legislativo regionale lavora sulla legge per la montagna. A illustrare le linee guida del provvedimento in discussione nella IV commissione dell’Assemblea regionale siciliana, è stato l’on. Giovanni Ardizzone, relatore di dello specifico disegno di legge. Una iniziativa a cui si guarda con grande attenzione. In Sicilia infatti è mancata una definita politica della montagna. Dall’abolizione delle Comunità Montane (unico caso in Italia) nel 1986, la montagna siciliana è rimasta senza riferimenti istituzionali chiari, facendo perdere ai 185 comuni montani siciliani le risorse a loro destinate. Da due anni, con la costituzione dell’Uncem Sicilia la montagna cerca di riconquistare il suo spazio anche nell’isola. E a S. Lucia del Mela erano presenti i massimi vertici dell’Uncem: il presidente nazionale Enrico Borghi e il direttore generale Tommaso Dal Bosco, oltre ai rappresentanti regionali, il presidente Vincenzo Bastante, il segretario generale, Giuseppe Matarazzo, i vicepresidenti Giuseppe De Luca (Sindaco di Maletto) e Nino Ferro, assessore alla Provincia Regionale di Messina e fra i sostenitori dell’iniziativa.
“Una legge di riordino del settore – ha detto il presidente Borghi – è fondamentale per programmare le risorse, erogare servizi e sviluppare una capacità di impresa in montagna. Superare la marginalità per diventare locomotore di un nuovo modello di sviluppo intelligente, eliminando quel gap di innovazione, di strutture, di servizi. Mettere in modo la dinamicità, la creatività culturale e di intelligenze per dare a questa regione un quadro chiaro di competenze e risorse. Dalla Sicilia ci aspettiamo uno specifico modello per la montagna a cui giungere con un processo condiviso, che senta la voce di chi la montagna la vive”.
Un’apposita finestra, proprio parlando di sviluppo del territorio, è stata dedicata all’idea del parco dei Peloritani, con la presentazione del progetto a cui ha lavorato l’associazione Unimpresa, guidata da Paolo Maggio. Un’idea di sviluppo che parte dall’amore per la propria terra. Una idea che vuole essere una scommessa culturale, come hanno sottolineato il consigliere provinciale Giovanni Pino e il professore Mariano Pietrini.
L’obiettivo condiviso dei sindaci dei comuni montani siciliani è dare forza al territorio, riappropriarsi delle sue specificità, della storia, della cultura della Sicilia più genuina, creando una rete regionale di confronto per una politica comune che avvii un processo virtuoso di sviluppo. Con i giovani protagonisti. “Giovani in fuga dall’isola, in fuga dalle aree più periferiche, dalla montagna – ha detto il Presidente di Uncem Sicilia, Bastante - a cui invece abbiamo il dovere di dare opportunità e occasione di costruirsi il futuro qui. Perché dal loro futuro dipende il futuro dell’isola. Intelligenze che non possiamo abbandonare. Altrimenti tra dieci, vent’anni il prezzo che pagheremo sarà enorme e ormai irrecuperabile”.
Dalla montagna insomma, idee e progetti per una Sicilia che non si arrende, ma punta… alto!
Comunicti UNCEM: Marzo 2007.
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