Ferla. La chiesa di San Sebastiano non
è a rischio di crollo. Lo chiarisce
il sindaco Giuseppe Veneziano, il quale
ricorda l'impegno dell'amministrazione
comunale perché l'edificio non
subisse "danni ancora maggiori".
Di fatto la chiesa è stata finanziata
più volte in trent'anni. Ma senza
risultati tangibili.
"Abbiamo lavorato - dice Veneziano
- per evitare crolli sia all'interno che
all'esterno della chiesa, ristrutturando
la facciata. Al di là dell'episodio
dell'angelo mancante. Ma occorrono ancora
risorse per le rifiniture: si tratta d'intervenire
su 1200 metri quadrati di pavimento e
su una notevole estensione di intonaci".
E ancora: "Se fossimo stati indifferenti
al problema non avremmo restaurato altre
tre chiese in paese. Si sono verificate
una serie di circostanze sfavorevoli:
ad esempio la chiesa è stata inserita
nell'elenco degli edifici danneggiati
dal terremoto. Ma la precedente amministrazione
comunale fece cancellare la richiesta
di finanziamento perchè ne aveva
già ottenuto un altro: con quei
due miliardi e mezzo di lire si sarebbe
riusciti a venire a capo del problema.
D'altronde la Regione non ha ritenuto
di concedere altri finanziamenti proprio
per la contraddizione di avere rinunziato
a questo".
Inoltre "esponenti del precedente
governo avevano affermato che erano disponibili
un milione e 500 mila euro per il restauro".
Infine l'amministrazione comunale sostiene
di avere partecipato di recente ad altri
bandi regionali, ma di non essere mai
riuscita a ottenere sovvenzioni, nonostante
fosse pronto il progetto esecutivo. Adesso,
insieme all'Arcidiocesi, c'è la
partecipazione a un altro bando. Tuttavia
restano delle cifre che attestano un consolidamento
infinito. Il progetto principale di restauro
risale infatti al 2 aprile 1991. Quel
progetto, redatto dall'architetto Salvatore
Alberi fu finanziato con un decreto dell'assessorato
regionale ai Beni culturali nel 1992:
quasi cinque miliardi di lire. Successivo
a questo un altro progetto per il completamento:
l'importo totale ammonta a quasi quattro
miliardi del vecchio conio. Di questo
progetto è stato realizzato solo
lo stralcio, cioè la facciata mutilata,
per un importo complessivo di 400 mila
euro, finanziato con i fondi provenienti
dall'otto per mille del 2003. E per la
sfortunata chiesa non bisogna neppure
dimenticare i circa 800 milioni di lire
spesi per il suo consolidamento agli inizi
degli anni 80.
Roberto Rubino
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