Ferla.
Le prime tre gare del girone di ritorno
hanno visto un Ferla arrendevole, allo
sbaraglio, soprattutto a secco di punti.
La squadra rimane a quota otto in classifica,
inchiodata nei bassifondi di quest’ultima
con poche speranze di risalita immediata.
Il trittico è iniziato con la sconfitta
di Monterosso, dove un arbitraggio discutibile,
tanta sfortuna, ma soprattutto poca convinzione
hanno prodotto un due a uno per i locali.
Un altro due anno, questa volta fra le
mura amiche, contro un forte Frigintini,
ha dato più corpo alla crisi della
squadra iblea.
Ma se questi due incontri hanno visto
ancora una squadra viva, anche se alla
deriva, il tre a zero di Modica contro
la Moticea ha ufficialmente presentato
una formazione quasi rassegnata. Allo
stato attuale si può parlare di
essere in un tunnel che appare senza uscita;
come può una squadra così
piena di guai sperare nella salvezza?
C’è anche il problema degli
infortuni e del nervosismo. Tante squalifiche
hanno più volte decimato i reparti.
In mezzo a questa valle di disperazione
c’è comunque un modo per
poter ripartire. C’è ancora
da disputare il recupero casalingo contro
il Santa Croce, avversario diretto, che
potrebbe rappresentare l’ennesimo
trampolino di lancio per gli obiettivi
che al momento sono lontanissimi. L’occasione
potrebbe essere ghiotta, in un sol colpo,
infatti, si potrebbero conquistare i tre
punti e tanto morale. Al tempo stesso
c’è il rovescio della medaglia,
questa gara può essere un boomerang,
se persa sarebbe la fine, considerando
i secolari problemi di stabilità
dell’ambiente interno. Non rimane
che fare una sola cosa, concentrarsi e
pensare di gara in gara, guardando la
classifica il più tardi possibile,
con la speranza che alla fine questa possa
significare salvezza e proseguimento nell’affascinante
avventura del campionato di terza categoria;
molto faticosamente conquistata, ma che
altrettanto facilmente potrebbe essere
persa.
Salvatore Giansiracusa |