Ferla.
E' stato un bel regalo di Natale quello
della mancata erogazione dell'acqua che,
per più di una giornata, ha messo
in ginocchio il piccolo centro ibleo.
E' notorio che nel giorno della Natività
le famiglie si riuniscono e il numero
dei commensali per il classico pranzo
aumenta sensibilmante per cui il prezioso
liquido è indispensabile per far
fronte ai più elementari bisogni.
La maggior parte dei cittadini, peraltro,
è sfornita di serbatoi di riserva
poichè eliminati dopo l'entrata
in funzione dei nuovi serbatoi supplementari
in contrada "Costa Fico" che
possono contenere centinaia di metri cubi
di riserva, e della nuova rete idrica.
Enorme è stato il disagio. Per
bere e preparare i cibi la gente ha dovuto
fare ricorso all'unica fontana di contrada
"Vallone" posta in periferia,
e il cattivo tempo di questi giorni ha
reso più difficile il compito dell'approvvigionamento.
E non tutti sono forniti di mezzi per
farlo. Si pensi ai tanti anziani soli
o con badanti polacche o rumene abbisognevoli
dell'obbligatorio servizio dell'acqua.
Il fenomeno, ormai, è diventato
quasi abitudinario sia per via di guasti
creati per i lavori di Via Vittorio Emanuele,
della Croce di ferro posta vicino al Carmine,
e, perchè no, per quelli creati
in occasione di altri interventi. La gente
è stufa di sopportare e le proteste
dei cittadini non si contano soprattutto
perchè la mancata erogazione avviene
senza alcun preventivo avviso. E' il regno
del caos, dice la gente. Si tratta dell'acqua
fonte primaria di vita; non si può
aspettare giorni interi a secco. Senza
acqua, dicono i tecnici, non possono funzionare
nemmeno i termosifoni per il normale riscaldamento
delle case, e, con il freddo che avanza
a grandi passi, non è poco.
Salvatore Urso
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