Ferla.
Nella zona Vallone una parte dei muri
a secco, costruiti con pietra bianca,
a seguito delle piogge recenti, è
crollata aggiungendo al sito ulteriore
degrado.
I lavori erano stati finanziati dalla
Regione per 210 mila euro.
Il primo progetto prevedeva una spesa
eccessiva, ed era quindi inattuabile.
Il secondo progetto, ridimensionato, non
soddisfa le esigenze di quel territorio
alla periferia del paese e sede di un'ex
discarica di materiale di risulta.
Il sito, trasformato in terrazze e snellito
da montagne di detriti, il cui trasporto
a mezzo camion ha danneggiato le strade
del paese, dovrebbe essere arricchito
dalla messa a dimora di piante e alberi
e corredato da sedili con strutture in
legno.
Il «ripopolamento» di verde
è sempre fallito a causa di incendi.
Ora si teme che il sito risanato possa
fare la stessa fine, anche perchè,
per scongiurare simili circostanze deleterie,
sarebbe opportuno intervenire su tutta
la zona, alquanto vasta e scoscesa.
Sarebbe opportuno poi risanare i residui
di altre discariche ancora esistenti.
Per godersi il fresco d'estate, come auspicato
dal sindaco, la zona dovrebbe essere radicalmente
riattata, ma sarebbe troppo oneroso un
altro intervento risolutorio.
Alla fine di positivo c'è solo
la fontana, alla quale si accede con facilità,
mentre nella zona circostante insistono
ancora piccole discariche.
Salvatore Urso
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