Ferla
«Giovani e Fede» SOS di don Garro
 
 
FERLA. «Gioventù divisa in due schieramenti: bisogna riprendere il dialogo dalle famiglie». E' il pensiero del parroco, don Roberto Garro , che
all'approssimarsi delle festività natalizie percepisce da un lato un attaccamento alle tradizioni di una consistente componente giovanile; ma dall'altro rileva un appiattimento sulla esteriorità commerciale di un evento che dovrebbe solo essere religioso.«C'è una parte di giovani - esordisce - che s'impegna nel mantenimento delle più autentiche tradizioni: dal presepe vivente alle novene. Una dimostrazione di fede che richiama visitatori da ogni parte. Si tratta di una fascia di giovani che vive la solidarietà e la vicinanza con chi soffre, non solo per Natale. La parrocchia è sempre vicina a coloro che versano in difficoltà». L'altro volto del modo di vivere la celebrazione più sentita dalla cristianità «è quello dei ragazzi che affollano i pub, le discoteche dei paesi vicini, abbracciando solo uno stile di vita egoistico e edonistico, piuttosto che religioso». Per il parroco è difficile invertire questa tendenza se non
si sarà in grado di fermarsi a riflettere, recuperando il dialogo. «La famiglia non riesce più a trasmettere i veri valori ai propri figli, che si appropriano di quello che offre loro la società dei nostri tempi»
ROBERTO RUBINO
Rassegna Stampa de: La Sicilia del 27 Novembre 2006.
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