FLa
provincia di Siracusa è stata colpita
da una scossa sismica di magnitudo 4.7
Richter alle 5,37.
L'epicentro - secondo i rilievi dell'Istituto
Nazionale di geofisica e Vulcanologia - è
stato localizzato nello Jonio in mare aperto,
a circa 70 chilometri dalla costa. Dalle verifiche
effettuate dalla 'Sala Situazione Italia'' del
Dipartimento della Protezione civile non risultano
danni a persone o cose. L'evento, verificatosi
a 11,1 chilometri di profondità,
è stato avvertito in tutta la provincia
e potrebbe essere legato ad una ripresa dell'attività
del vulcano Etna. La Sicilia Sud-orientale è
una delle zone a maggiore rischio sismico dell’intero
bacino Mediterraneo.
L’area è caratterizzata dal Plateau
ibleo, che ha due strutture tettoniche principali
rappresentate dalla faglia di Scicli e dal graben
di Scordia-Lentini. I dati disponibili sulla
sismicità storica e strumentale indicano
un attività sismica poco frequente ma
di elevata energia, con magnitudo fino a Mª7.
Terremoti fortemente distruttivi sono avvenuti
nel 1169 e nel 1693 e più moderati nel
1542. Dopo un lungo periodo di quiescenza, il
13 dicembre 1990 l’area è stata
nuovamente interessata da un terremoto di Magnitudo
5.4 localizzato presso la costa di Augusta,
che ha causato una vasta area di danneggiamento
tra Siracusa e Catania.
Sulla base dell’assetto tettonico e sismico
della regione, subito dopo il terremoto del
1990, è iniziata la realizzazione di
un programma di monitoraggio geodetico mediante
la costituzione di una rete non permanente basata
su tecniche spaziali GPS. La finalità
è di stimare i tassi di deformazione
asismici e quelli cosismici in caso di sismicità
rilevante e di fornire informazioni numeriche
di elevata qualità per la ricerca geofisica
e per la mitigazione del rischio sismico.