Lanzillotta e Chiti danno forfait agli stati generali della montagna
"Grave decisione, si va verso la rottura delle relazioni"
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Alla vigilia degli Stati Generali della Montagna, fissati per lunedì 20 e martedì 21 novembre al Lingotto di Torino, la contemporanea annunciata assenza di due ministri crea apprensione e scompiglio. I ministri Vannino Chiti (Rapporti con il Parlamento) e Linda Lanzillotta (Affari Regionali, Autonomie locali e Montagna) hanno infatti dato forfait in queste ore, dopo aver confermato nei giorni scorsi la loro presenza all'assise che vedrà riuniti a Torino numerosi operatori della montagna italiana, fra amministratori, personaggi della cultura e dello sport e rappresentanti del terzo settore e dell'imprenditoria.

La decisione non è stata gradita dai vertici dell'Uncem, che commentano con amarezza per bocca del presidente Enrico Borghi:

”Un'ennesima dimostrazione di centralismo e una mancanza di rispetto nei confronti degli operatori della montagna – afferma duramente Borghi – che non può essere giustificata con scuse puerili e neppure con la decisione del governo di porre la fiducia alla manovra finanziaria, che si concluderà entro domenica. Ci aspettavamo che nella naturale sede del confronto il governo venisse finalmente ad ascoltare le nostre istanze, dopo aver prodotto in queste settimane di tutto e di più in materia di montagna con provvedimenti non concertati. Invece registriamo questa caduta di stile, e la indisponibilità del ministro delle Autonomie con delega alla montagna di confrontarsi con gli amministratori delle aree montane. Pensiamo cosa sarebbe accaduto se il ministro Damiano avesse proposto la riforma delle pensioni rifiutandosi di andare all'assemblea della Cgil. Eppure qui sta accadendo esattamente questo: si lanciano riforme degli organi delle Comunità montane in Finanziaria, si avanzano proposte di riforma degli Enti Locali nelle quali non è chiaro il destino dei piccoli comuni e delle Comunità montane, si discute di riformare o addirittura abrogare l'Istituto Nazionale della Montagna e nessuno trova il tempo quantomeno di confrontarsi con noi, i diretti interessati. Anzi, addirittura si assiste alla indisponibilità al confronto, non verificatasi nei confronti di Anci e Upi. In questo prendiamo atto di una scelta del governo, e del ministro Lanzillotta in particolare, di voler creare il salotto buono delle autonomie dal quale siamo evidentemente esclusi per sua decisione. Analizzeremo con amarezza ma con altrettanta lucidità la situazione nei prossimi giorni, ma mi pare chiaro che si sta andando verso la rottura unilaterale delle relazioni con il governo. Al quale ricorderemo da Torino che, nonostante questa volontà di derubricarci al rango di parenti poveri, la dignità non è certo legata al censo e alla capacità di produrre idee non è certo legata al potere posseduto”.

Fonte: Comunicato Comune di Ferla del  17 Novembre 2006.
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