Una
finanziaria che non sia stata osteggiata, contestata,
ingiusta, non è mai accaduto, ma la finanziaria
del governo Prodi ha in più qualcosa,
che la rende davvero speciale, è una
finanziaria balneare, sì nella prima
repubblica esistevano i governi balneari, il
centro sinistra di Prodi inaugura invece DPEF
e Finanziaria balneari.
La finanziaria balneare che cambia ogni giorno:
aliquota al 45% si, aliquota al 45 % no, SUV
si, SUV no, TFR si, TFR no, precariato si e
precariato no, tagli ai comuni si, tagli ai
comuni no.
Insomma si è passati da un eccesso ad
un altro, dalla finanza creativa di Tremonti
al lungo autunno caldo della finanziaria balneare
di Padoa-Schioppa.
Nella precedente legislatura la concertazione
era una chimera e tutti i provvedimenti passavano
a colpi di maggioranza bulgara di cui disponeva
la Casa delle Libertà, oggi assistiamo
ad una sfiancante contrattazione interna e esterna
al governo che ha ingenerato una confusione
mediatica e nel paese senza precedenti.
Prodi aveva promesso rigore nella composizione
del suo governo e nella politica economica,
si trova invece a dover gestire una pletora
confusa e disaggregata di ministri, vice-ministri
e sottosegretari (che grottescamente manifestano
contro se stessi) e per di più incapace
di comunicare quello che di buono è inserito
nella manovra economica e quello che il governo
sta facendo.
Troppi ministri, troppo litigiosi, troppo incapaci
di comunicare, a cominciare proprio dal tristissimo
portavoce del premier certo Silvio Sircana,
il rischio è di dover rimpiangere i vari
Bonaiuto, Cicchitto, Schifani e Bondi, per favore,
questo no!!!
La pletora incomunicante è la conseguenza
della grave crisi politica che attanaglia il
centro sinistra italiano: la sinistra radicale
non è stata in grado di dare risposte
politiche alla grande stagione dei movimenti
colorati della pace e l'ala popolare e social-democratica
non è stata capace di tradurre in proposte
politiche unitarie e coraggiose la grande partecipazione
arancione del popolo delle Primarie.
Si ha la percezione che la pletora incomunicante
sia sempre più vittima di se stessa e
dei suoi limiti e abbia in Prodi il suo salvatore
e insieme la sua vittima sacrificale, mentre
il semiciclo colorato dell'Unione uno sbiadito
ricordo.
Michelangelo Giansiracusa