UNCEM:
IL DOCUMENTO DEL CONSIGLIO NAZIONALE
SU FINANZIARIA E CODICE DELLE AUTONOMIE
“COMUNITA’ MONTANA UNICO
ENTE SOVRACOMUNALE IN MONTAGNA. FONDO
MONTAGNA ALMENO A 61 MILIONI DI EURO.
PRONTI ALLE RIFORME, MA CHE SIANO VERE
E NON OLIGARCHICHE”
Si
è riunito oggi a Roma il Consiglio
Nazionale dell’Uncem – Unione
Nazionale dei Comuni e delle Comunità
Montane, straordinariamente allargato
alla partecipazione dei Presidenti delle
Comunità montane e delle delegazioni
delle Regioni e Province Autonome.
Legge
Finanziaria e Codice delle Autonomie
i punti all’ordine del giorno,
sui quali l’Assemblea ha realizzato
un documento che ne esprime la posizione
ufficiale.
Giudizio
complessivo ma con riserva sulla manovra
Finanziaria, che non si abbatte, come
invece per Province e Comuni, con tagli
alle Comunità montane, ma che
tuttavia non risponde adeguatamente
alle esigenze di mantenimento dei servizi
fondamentali sul territorio montano,
che rappresenta oltre il 54% di quello
nazionale. In particolare, il Consiglio
Nazionale dell’Uncem chiede espressamente
al Governo di ripristinare il Fondo
Nazionale per la Montagna – per
il quale sono previsti in Finanziaria
25 milioni di euro – quantomeno
nella misura di 61 milioni di euro come
nell’anno 2003, anno dal quale
il Fondo, che copre gli interventi di
investimento sul territorio da parte
delle Comunità montane, ha subito
tagli radicali che lo stanno man mano
svuotando dalle proprie funzioni.
Molto
più duro, invece, il richiamo
sul Codice delle Autonomie, per il quale
il Consiglio Nazionale manifesta la
propria “netta contrarietà
ad ogni ipotesi di introduzione di organi
esecutivi monocratici all’interno
delle Comunità montane e dei
piccoli Comuni” e precisa che
in ogni caso l’assetto di governo
della Comunità montane –
unico ente sovracomunale in montagna
– debba prevedere la presenza
di un organo rappresentativo, espresso
dal Consiglio, di un organo esecutivo,
rappresentato dalla Giunta, e di un
Presidente.
Su
questo tema il Consiglio Nazionale ha
manifestato “viva preoccupazione
per una concezione meramente aziendale
degli enti locali che alimenta alcune
proposte di riforme della legge sulle
Autonomie”. A questo proposito,
l’Uncem offre la propria volontà
di proporre a Governo e Parlamento una
propria proposta organica di riforma
delle Comunità montane e dei
piccoli Comuni,
che
verrà formulata nelle prossime
settimane e che va nel senso di coniugare
efficienza e semplificazione con rappresentanza
e democraticità.
“Noi
non ci arrocchiamo – ha detto
il Presidente Enrico Borghi –
in una logica di conservazione dell’esistente,
ma anzi vivacemente rilanciamo l’idea
di una stagione riformista, che sia
però più vera ed autentica,
non inficiata da posizioni oligarchiche
e giacobinismi istituzionali. Abbiamo
bisogno di riforme che partano dal basso,
dal coinvolgimento dei territori sul
dibattito relativo al loro futuro: è
quanto proveremo a fare con gli Stati
Generali della Montagna, convocati i
prossimi 20 e 21 novembre a Torino”.
“Vogliamo
discutere di riforme vere, condivise
e costruite insieme, anziché
pensate astrattamente in qualche stanza
romana. Il Consiglio Nazionale di oggi
– ha detto ancora Borghi –
ha dimostrato che l’Uncem ha idee
in merito e che è pronta al confronto”.