Ferla.
Sono partiti in queste ore i lavori di
consolidamento statico della chiesa di
Sant'Antonio. E questo nuovo cantiere
acuirà le difficoltà per
la viabilità interna, messa in
crisi da un traffico inverosimile in rapporto
all'effettivo numero di abitanti. «Utilizzate
meno l'automobile», dice il sindaco
appellandosi al senso civico degli abitanti
d'un paese in cui le distanze da un punto
all'altro non implicano certo degli sforzi
sovrumani. Ad intervenire è il
sindaco, Giuseppe Veneziano, che si dice
comunque fiducioso sui tempi di restauro
dell'immobile religioso. Ma bisognerà
misurarsi, appunto, con l'ennesimo cantiere
aperto.
«Gli sarà data - afferma
riferendosi alla chiesa-monumento nazionale
- anche un'adeguata illuminazione non
appena avremo sistemato il sagrato e i
problemi dai quali è afflitta la
struttura. I consolidamenti statici saranno
finanziati con un milione e ducentocinquantamila
euro: si tratta dei proventi dalla vecchia
legge sul terremoto».
Veneziano coglie adesso l'occasione per
ritornare sulla polemica-viabilità
e sulle strade-cantiere.
Si preoccupa per l'avvio dei lavori a
sant'Antonio: questo via-vai di camion,
materiali, polveri, renderà ancora
più critica la circolazione nel
centro nevralgico del paese "porta
di Pantalica".
«L'unica colpa - sostiene Veneziano
- che l'amministrazione può addossarsi
è quella di avere tre importanti
lavori in corso, partendo dalla riqualificazione
della via principale. E non solo. Non
si può dimenticare l'anticipazione
dei lavori di metanizzazione, poiché
sarebbe stato pazzesco praticare di nuovo
gli scavi. Spero che i miei concittadini
adoperino l'automezzo solo per motivi
davvero necessari».
Non per andare a prendere il caffè
in centro, appunto. Le ultime occasioni
d'incontro, l'apertura del paese alle
grandi manifestazioni culturali come il
Lithos hanno fatto riemergere i disagi
della mancanza di un piano viario del
traffico e della segnaletica verticale
e orizzontale ormai obsoleta e, a volte,
anche contraddittoria. Ma prima, secondo
Veneziano, bisogna pensare alla realizzazione
delle opere più importanti. Quelle
che hanno atteso da trent'anni e che sarebbero
in grado di rilanciare davvero quel turismo
da più parti auspicato. Adesso
occorre un mutamento di mentalità,
un incremento di senso civico. Usare l'auto,
quindi, ma adoperarla meglio, per consentire
quello "step" decisivo che legittimerebbe
Ferla al suo ruolo naturale che la stessa
Unesco, la storia e le tradizioni le hanno
affidato.
R.R.
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