Ferla.
Con l'attenzione per le ultime manifestazioni
culturali emergono anche carenze infrastrutturali:
dalla segnaletica verticale e orizzontale
alle barriere architettoniche. «Sono
carenze trentennali - osserva il sindaco
Giuseppe Veneziano. - Non si possono notare
solo adesso; stiamo intraprendendo comunque
la fase progettuale con la Provincia».
E' la cronaca del dopo-Lithos. Un racconto
fatto d'immagini sbiadite. Come scoloriti
sono gli «stop» a ogni incrocio.
Ai «quattro canti» mancano
le strisce pedonali, che hanno lasciato
traccia di sè solo in alcuni tratti
del Corso. Attraversamenti pedonali non
se ne scorgono. Tra un marciapiede e l'altro
è impossibile per un disabile passare
con una carrozzina. Se per la gente locale
è facile intuire uno stop, per
coloro che si recano a visitare Pantalica
non lo è altrettanto. Sono invisibili
la maggior parte degli stop nel centro
urbano. Da via Monasteri all'incrocio
di via Libertà con il corso Umberto,
il luogo tradizionalmente deputato allo
«struscio». Discutibile la
posizione di quello posto all'altro importante
quadrivio, tra via Garibaldi e la sezione
ovest del Corso: la segnaletica è
rivolta a destra, ed è difficilmente
identificabile da chi proviene dal lato
opposto del paese. Difficile il rispetto
dei sensi unici e dei divieti di sosta.
Clamoroso il divieto di sosta su entrambi
i lati all'ingresso del paese, attualmente
martoriato dai lavori di metanizzazione.
A qualunque ora si possono scorgere le
automobili posteggiate in maniera tale
da rendere difficile il passaggio di due
mezzi. Lo stesso vale per via Cavour,
dove il «posteggio selvaggio»
avviene su entrambi i lati, deteriorando
la fluidità del traffico.
R. R.
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