Ferla
Ferla: «sfregio» alla stele Unesco di Pantalica
 
 
Ferla. Danneggiata la stele dell'Unesco posta sul punto più suggestivo di Pantalica. Un atto indefinibile per il sindacalista dell'Ugl, Tonino Galioto, che cela un malcontento strisciante nelle fasce meno abbienti della popolazione. Dopo le lamentele del sindaco di Cassaro, Elio Rossitto, nello scorso gennaio, rivolte allo squilibrio tra mantenimento della struttura Unione e reali iniziative prese per il rilancio dell'area montana, adesso il rappresentante dell'Ugl, Galioto, chiede cosa realmente si sia fin qui fatto per il rilancio del turismo.
«Vogliamo - esordisce Galioto - il resoconto di come sono stati fino a questo momento adoperati i fondi messi a disposizione della comunità. Non abbiamo in mano ancora alcuna cifra da verificare, o dei dati statistici che ci mostrino quanto è stato realizzato per far decollare l'economia locale. La gente vuole un resoconto delle spese, partendo anche dai gettoni di presenza dei componenti della unione per ogni singolo consigliere e per ogni assessore».
La situazione è sicuramente di squilibrio nell'utilizzo delle risorse dell'ente per il segretario dell'Ugl, da sempre radicato nel territorio montano e nelle sue endemiche problematiche. «È esattamente così - prosegue il segretario - e ci chiediamo pure dove sia stato collocato questo turismo al quale troppo spesso si è fatto riferimento, quale la rete ideale d'interventi per il rilancio delle singole zone del comprensorio. Ma soprattutto vorremmo toccare con mano quanto si sta facendo in concreto per far progredire i settori più depressi sotto il profilo dell'occupazione e dello sviluppo economico».
E a descrivere lo stato di depressione conseguente ai fasti della inaugurazione Unesco nella scorsa primavera, a Pantalica rimane solo una stele danneggiata, proprio quella dell'Unesco, che si sposa a un sistema viario vetusto.
Di fatto l'economia stenta ancora a decollare e l'occupazione non ha subito quell'impulso che ci si attendeva.
«Che cosa rappresenta questo segnale?», si chiede ancora Galioto. «Si tratta d'un atto di vandalismo o di un vera e propria espressione di protesta? Io propendo, a questo punto, per la seconda ipotesi. C'è un evidente riaffiorare di un malessere sociale mai sopito, neanche con il riconoscimento, per Pantalica, di zona di rilevante interesse mondiale da parte della Unesco".
R. R.
Rassegna Stampa de: La Sicilia del 31 Agosto 2006.
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