Ferla.
Non si spegne mai la devozione della comunità
francescana di S. Maria di Gesù
per il Ss. Crocifisso, la cui festa cade
puntualmente l'ultima domenica d'agosto.
La sobrietà e la semplicità
con cui viene sottolineato l'evento mette
in luce, oltre ai valori religiosi, quelli
umani, calandosi in una realtà
sociale con una vena acutamente nostalgica
di una civiltà contadina ormai
scomparsa. Di questi valori se ne fa portavoce
il parroco don Roberto Garro che, con
un triduo di preghiere, ne esalta la incommensurabile
portata. A renderne più qualificante
è la presenza di un crocifisso
ligneo di fra Umile Pintorno del 1633
(sul retro della croce, lungo la traversa,
è incisa una scritta, anche se
abrasa dal tempo, dalla quale si evince
la data dell'opera), rarità dalle
nostre parti.
Scultore di ben 33 crocifissi lignei a
lui attribuiti dalla tradizione, ha lasciato
testimonianze della sua arte nella val
di Mazara, Val Demone, Val di Noto e a
Ferla. Nel Crocifisso di Ferla si riscontrano
tutte le caratteristiche dell'arte di
fra Umile. Sono presenti nel volto le
tre espressioni tipiche del Cristo a seconda
da dove si osserva: morto, agonizzante,
sofferente. Variazioni che rendono indelebile
e inconfondibile il suo stile e la sua
creatività illuminata da una spiritualità
intensa, intrisa di sofferto misticismo.
Nel tramandare agli altri la propria fede,
i ferlesi ricordano il giudizio degli
studiosi che rimasero ammirati per l'originalità
di questo crocifisso, per i suoi pregi
artistici e la particolare venerazione,
oggi ancora viva e profonda.
Salvatore Urso
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