Non serviti dall'Adsl e tagliati fuori da Internet, realizzano reti civiche "wireless"
Comuni montani, arriva la banda larga senza fili
 
 
Progetti, sperimentazioni e iniziative in tutta la Penisola: a Ferla, nel Siracusano, come nella Valsassina, in provincia di Lecco. Centri montani che si organizzano per superare il digital divide.
Da Milano Giuseppe Matarazzo
Non solo periferia geografica. Ma soprattutto periferia tecnologica.
Sono migliaia i comuni in Italia che non sono serviti da rete a banda larga Adsl e sono di fatto tagliati fuori dal meraviglioso mondo di Internet. Ad alta velocità, s'intende. C'è insomma un'Italia del villaggio globale che si muove a ritmi lenti, lentissimi, al punto da restare indietro su tutto. Ma le difficoltà, come sempre, aguzzano l'ingegno ed ecco che sono ormai centinaia i comuni che riescono a ovviare al gap tecnologico, con un'altra... tecnologia, a basso costo.
Se la banda larga non ce l'hai, in sostegno arriva il "wireless". In termini più semplici, la rete senza fili. Un sistema di trasmissione a bassa frequenza che utilizza piccole antenne. Su questo fronte si sta investendo molto per il superamento del cosiddetto digital divide.Un problema non marginale se si pensa che l'Osservatorio sulla banda larga, in uno studio, fa rilevare che solo il 15% dei comuni con meno di 10.000 abitanti è in grado di connettersi in Adsl.
A Ferla, nel Siracusano, sui Monti Iblei, paese di 3000 abitanti, un gruppo di giovani ingegneri informatici ha realizzato un progetto di rete civica senza fili, la prima nella regione siciliana. Attraverso questo sistema sono riusciti a inventarsi diverse iniziative per animare il territorio, come la web radio, che in occasione di un annuale festival di Musica popolare, il Lithos, è diventata una sperimentazione di successo che ha richiamato l'attenzione di navigatori di tutto il mondo. Adesso l'idea si estende ad altri comuni del comprensorio, Cassaro, Buscemi e Sortino, grazie ad un progetto
sostenuto dall'Uncem Sicilia e dalla Provincia Regionale di Siracusa.
Dalla Sicilia alla Lombardia. L'Unione dei comuni della Valsassina in provincia di Lecco ha lanciato "Valsassina wIp(r)", una rete privata concepita per eliminare la discriminazione economica di cui soffre l'area e che assicura la banda larga ovunque su tutto il territorio.
Al passo con i tempi vuole restare anche il comune toscano di Vicopisano, nel Pistoiese. Un centro dal glorioso passato, che fra i suoi ospiti illustri può annoverare persino Leonardo Da Vinci, che non rifiuta però il futuro e la tecnologia. Così l'amministrazione comunale ha pensato di lanciare "Viconet", una connessione wireless, per avvicinare sempre di più il rapporto fra amministrazione e cittadini e offrire una serie di servizi innovativi on line.
Spostandoci in provincia di Reggio Emilia, il Comune di Correggio ha avviato una sperimentazione che terminerà a ottobre per coprire il paese di segnale ad onde radio: sarà possibile leggere le email durante la pausa pranzo in un tavolino del bar o collegarsi a Internet dal parco mentre si studia all'aria aperta.
A servizio dei piccoli comuni non raggiunti da banda larga èintervenuta anche la Provincia di Brescia che ha avuto finanziato dalla Regione Lombardia un progetto per la realizzazione di una rete di telecomunicazione basata su tecnologie wireless che mette in comunicazione ben 77 sette comuni colpiti da digital divide. Nel campo delle tecnologie wireless l'evoluzione è rappresentata dal WiMax, che consente l'accesso su aree molto più vaste e anche in
mobilità, come i cellulari. E in questa direzione si stanno muovendo la provincia di Parma e la città di L'Aquila.
L'elenco di iniziative che stanno nascendo potrebbe continuare a lungo. Ma è chiaro il segnale. I piccoli comuni, depositari delle tradizioni più antiche del Belpaese non ci stanno a restare emarginati dalla tecnologia. Al contrario voglio utilizzarla per continuare a esistere e costruire il futuro. Piccolo è bello. E all'avanguardia.
Tratto dalll'Avvenire, edizione di domenica 30 luglio 2006
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