FERLA.
La chiesa di San Sebastiano è il più
antico monumento di Ferla, chiuso al culto da
15 anni per inagibilità e per il ritardo
negli interventi. Il tempio fu edificato nel
1481 con impianto a navata unica. Dopo il terremoto
del 1693, la chiesa venne ricostruita con l’aggiunta
delle due navate laterali, con quattro cappelle
per ogni lato. L’altare principale, dedicato
a San Sebastiano, è dominato dal grandissimo
dipinto di Giuseppe Crestadoro del 1789, che
raffigura il martirio del Santo. La facciata
è stata realizzata dall’architetto
e scultore Michelangelo Di Giacomo e rappresenta
il miglior esempio scultoreo del barocco del
Settecento siciliano. “La particolarità
della chiesa risiede nella macchinetta che sormonta
il portale - afferma il Prof. Paolo Giansiracusa,
docente di architettura dell’Università
di Siracusa - elemento di discontinuità
con l’architettura barocca del periodo”.
Il gruppo scultoreo riporta elementi decorativi
di notevole pregio ed è ricco di simbologie
di gusto popolare. Ai lati del Santo due statue:
la Fede e la Speranza. Al centro dell’architrave
un’aquila con uno scudo, su cui sono scolpiti
i simboli del martirio: la corona, la palmetta
e la freccia. Quattro colonne in stile corinzio
decorano il portale, la parte inferiore è
minuziosamente ricamata con motivi floreali.
All’interno della chiesa rimane qualche
traccia di decorazioni dorate nei capitelli
delle colonne, mentre sono andati perduti, negli
anni, la maggior parte degli affreschi e i preziosi
stucchi del Serpotta.
“Chiesa di grande valore barocco - afferma
l’architetto Salvatore Alberti –
ma sminuita da errori di restauro come tinture
murali insignificanti e l’utilizzo di
materiale scadente”. La chiesa venne chiusa
al culto il 24 maggio del 1979 per lavori di
consolidamento della struttura, da allora è
rimasta vittima della lentezza burocratica,
degli insufficienti finanziamenti, di errori
in corso d’opera. “Nel 1995 la chiesa
appariva gravemente lesionata con cedimenti
del suolo - afferma il sindaco di Ferla, Giuseppe
Veneziano - Il finanziamento regionale di 4.548.559.000
lire ha permesso di consolidare solo una parte
della chiesa. A causa di incidenti burocratici,
i lavori sono stati interrotti per ben 17 mesi,
durante i quali la chiesa, priva di copertura,
è rimasta vittima delle intemperie del
tempo.” “Il monumento sorge su un
terreno impervio - afferma l’architetto
Alberti, progettista e direttore dei lavori
- e sono state riscontrate delle infiltrazioni
acquifere che hanno eroso i pilastri portanti.
Le colonne sono state abbassate di qualche centimetro
per eliminare la parte erosa e per meglio distribuire
il peso.” L’intervento iniziato
nel febbraio del 2005, con un finanziamento
dell’otto per mille della Presidenza del
Consiglio dei Ministri di 400.000 euro, ha permesso
il recupero del prospetto, la ridefinizione
del portale e il restauro del gruppo scultoreo
della facciata. Attualmente, la chiesa risulta
agibile ma è spoglia di ogni ornamento.
Il comune di Ferla ha richiesto un ulteriore
finanziamento per il restauro degli interni
e il rifacimento della pavimentazione. Necessita
di restauro anche la particolare nicchia posta
nell’abside, scultura lignea con mosaico
in vetro colorato. “La chiesa di San Sebastiano
di Ferla - afferma l’ingegnere Feltri,
addetto diocesano ai beni della chiesa - per
varie cause, ha perso molti elementi architettonici
che gli attribuivano valore; con l’ultimo
intervento potrebbe riacquistare la sua originalità
storico-artistica.”
Antonella Garofalo