Si
terrà domani alle 10 alla Provincia
una riunione, su richiesta del presidente
dell'Unione dei Comuni "Valle egli
Iblei", Giuseppe Veneziano, per discutere
l'utilizzo dei fondi regionali destinati
alla Comunità montana. Alla riunione
parteciperanno il presidente della Provincia,
Bruno Marziano, gli assessori provinciali
alla Comunità montana, al Bilancio
e ai Lavori pubblici, rispettivamente
Galletta, Giuffrida e Spataro, i sindaci
dei Comuni di Buccheri, Buscemi, Canicattini,
Cassaro, Ferla, Palazzolo, Sortino, il
presidente della Consulta della Comunità
montana, Vincenzo Bastante.
Questi fondi che la Regione accredita
alla Provincia sostituiscono quelli che
venivano assegnati alla Comunità
montana, che venne sciolta negli anni
Ottanta così come tutte le altre
Comunità montane della Sicilia.
Ogni anno la Provincia nell'approvazione
del bilancio inserisce queste somme in
un apposito capitolo di spesa. Poi essi
vengono divisi e assegnati ai Comuni montani,
secondo i programmi che di anno in anno
vengono stilati.
Negli anni passati con queste somme sono
state realizzate delle opere pubbliche
e organizzate tradizionali manifestazioni
degli Iblei. Non sempre però è
filato tutto liscio. Per esempio a Sortino
la struttura in cui si doveva allocare
un posto di accoglienza turistica è
stata realizzata con questi fondi che
la Provincia assegna alla Comunità
montana. Però, realizzata in un'area
di proprietà del Comune di Sortino,
ancora non è stata aperta in quanto
è nata una disputa tra Comune di
Sortino e Provincia. Anzi la Provincia
ha avanzato anche diritti di proprietà
sull'immobile, tant'è che aveva
fatto affiggere un'insegna in pietra con
su scritto «Provincia regionale
di Siracusa». Ci volle il deciso
intervento del sindaco Mezzio per far
togliere quell'insegna, ma ancora la struttura
rimane chiusa.
Per evitare il ripetersi di simili situazioni
la riunione in programma domani servirà
anche a definire come e quando spendere
queste somme e, per evitare malintesi,
anche la quantità esatta del finanziamento
assegnato dalla Regione alla Comunità
iblea.
Paolo Mangiafico
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