Ferla.
Cresce la incertezza sulla raccolta differenziata.
Michele Oliva, assessore alla Ecologia,
sostanzialmente concorda sull'analisi
condotta dall'amministrazione ferlese:
la raccolta differenziata va male nella
zona montana, e non solo. Oliva però
rinvia alla costruzione delle piattaforme,
che dovrebbero essere costruite dall'Ato,
mentre i comuni, come Ferla, che avevano
ricevuto finanziamenti per l'ampliamento
delle isole ecologiche, non possono utilizzarli.
Di fatto la raccolta differenziata dei
rifiuti è ancora lontana dal 35
per cento previsto nel decreto Ronchi.
Il sindaco di Ferla, Giuseppe Veneziano,
aveva affermato che la raccolta nella
zona montana procede sempre più
a rilento. Non ci sono i risultati che
ci si sarebbe attesi. E la gente, aveva
aggiunto il presidente del Consiglio comunale,
Michelangelo Giansiracusa, matura una
progressiva disaffezione per questo servizio.
Da qui anche l'ingrossamento delle discariche
abusive lungo i margini delle strade.
L'assessore Oliva interviene ricordando
che sono ancora tre i paesi in provincia
ad aver superato almeno la soglia del
10 per cento della raccolta differenziata.
E le aziende private alle quali viene
affidato il servizio di raccolta non hanno
una prospettiva a lungo termine a causa
dei contratti a breve termine.
«Ciò accade - afferma Oliva
- perché mancano le piattaforme
dove scaricare i materiali acquisiti».
Le soluzioni passano solo attraverso la
costruzione di questi luoghi di recupero
e di trattamento. «Vetro e altri
materiali - aggiunge Oliva - si possono
conferire solo in certe condizioni. Non
si può rimandare la costruzione
delle piattaforme».
«Le piattaforme - ribatte Veneziano
- le deve costruire l'Ato».
Nel frattempo si perde il treno dei finanziamenti.
«Sulla carta - conclude il sindaco
- avremmo ricevuto un finanziamento di
324 mila euro per ampliare la nostra area
per la raccolta differenziata; malgrado
queste somme l'avvento dell'Ato ha bloccato
tutto. Peraltro il sito è già
stato visionato dai tecnici per l'ampliamento,
ma appena ci muoviamo i comuni accade
il caos».
Roberto Rubino
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