Raccolta differenziata in stand by
Ferla. Il sindaco denuncia: «L’Ato paralizza tutto. Imprese demotivate e servizio rallentato»
 
 
Ferla. L'Ato, l'ambito territoriale ottimale, ostacola la raccolta differenziata dei rifiuti urbani nella zona montana. Lo sostiene il sindaco di Ferla, Giuseppe Veneziano, il quale rimanda le prospettive di potenziamento della differenziata a un ingranaggio dai meccanismi meno complessi di quelli attuali: le imprese incaricate della raccolta dei rifiuti hanno contratti troppo brevi per riuscire a far decollare il servizio.
«Condividiamo - esordisce Veneziano - lo stesso servizio di Buccheri, Buscemi e Palazzolo. C'è una ditta che si è aggiudicata l'appalto della differenziata con un contratto molto breve. Sempre in prospettiva dell'effettivo funzionamento dell'Ato. Ma intanto il servizio funziona molto male».
A completare il quadro difficile nel quale i comuni della zona montana debbono operare ci si mette pure la esiguità degli spazi della cosiddetta «piattaforma», ovvero l'area che dovrebbe in concreto raccogliere i prodotti da riciclare.
«Molto spesso - fa notare il sindaco - queste strutture sono colme e quindi non si possono utilizzare. È chiaro che neanche l'azienda che ha in appalto il prelievo dei rifiuti differenziati ha delle responsabilità poiché non saprebbe dove portarli».
Vetro, lattine, carta, plastiche, attendono quindi una collocazione, proprio mentre in questi giorni si consuma l'odissea nelle varie discariche extraprovinciali dei rifiuti solidi urbani.
«È un meccanismo perverso - conclude Veneziano - nel quale il servizio di raccolta soffre parecchio. Non abbiamo bloccato la raccolta: da noi ci sono tre punti dove la gente continua a riporre i materiali secondo le rispettive composizioni. Ma continuare così significa solo navigare a vista, stipulando contratti di cinque o sei mesi con queste aziende nell'attesa che l'Ato entri realmente in funzione: le ditte non s'impegnano e il sistema è inceppato».
In sintonia anche l'analisi del presidente del consiglio comunale, Michelangelo Giansiracusa. «Tutto questo - sostiene Giansiracusa - ingenera sfiducia nelle persone: si è creata una disillusione. Probabilmente è anche per questo motivo che proliferano sempre di più le discariche abusive nel territorio montano. Adesso sulla strada provinciale Ferla-Sortino se ne ingrossa una, malgrado qualcuno abbia da tempo provveduto a disporre i cartelli di divieto di abbandonare materiali di varia natura».
Roberto Rubino
Rassegna Stampa de: La Sicilia del 20 Giugno 2006.
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