Ferla.
Un paese all'aperto per la «sciaccariata»
dietro Cristo risorto. Religiosità,
tradizione, costume, folklore sono le
basi su cui poggiano le manifestazioni
della Santa Pasqua. Ferla incrementa sempre
più la solennità da più
di cento anni a questa parte, offrendo
atmosfere e magie particolari. E' l'occasione
per il turista desideroso di conoscere
ciò che vive del passato, ma anche
una gradita occasione di incontro per
i ferlesi che vivono lontano dalla propèria
terra: emigrati che trascoreranno una
settimana presso parenti e amici.
Quello pasquale è un fenomeno di
cultura popolare che caratterizza, attraverso
una serie di fatti religiosi e folcloristici
l'attaccamento di quanti ne hanno tramandato
le illustri tradizioni. Un apposito comitato
presieduto dal parroco don Roberto Garro,
non ha badato a spese per programmare
e allestire la bella manifezazione. La
classica "sciaccariata" ( fiaccolata)
che acconpagna il Cristo Risorto snodandosi
per il corso V. Emanuele sino alla chiesa
dei Cappuccini posta al limite nord del
paese. Il corteo è formato da un
numeroso stuolo di giovani e adulti che
si sono muniti in precedenza di particolari
fiaccole (sciaccare) ottenute mettendo
in sieme centinaia di steli di una pianta
selvatica. L'entusiasmo generale è
il chiarore selvaggio delle fiaccole trascina
lo spettatore. Lo spettacolo è
di una suggestività e originalità
notevoli.
La giornata della Domenica si apre con
la messa all'alba seguita dalla processione
della Madonna in lutto che cerca Gesù
e termina con l'incontro trionfale del
Cristo Risto risorto con la Madonna (in
gergo detto "scontru"). Lo scenario
è il corso Vittorio Emanuele, nel
quale, fin dalle 11, comincia ad affluire
l'intera popolazione. Il clima è
di attesa gioiosa, e poco dopo sono compiuti
i preparativi: le statue della Madonna
e del Cristo Risorto, portate a spalla
si trovano già nei posti prefissati
e strada e balconi traboccano di gente.
A mezzogiorno in punto la gente si assiepa
ai margini della strada lasciando un corridoio
per tutta la distanza che separe le statue
e, a un segnale convenuto, il Cristo e
la Madonna corrono l'una verso l'altra.
Sin contrano proprio come può incontrarsi
una madre con il figlio. Un grido unanime
si leva dalla folla allor quando la Madonna
lascia cadere il mantello nero «Viva
Gesù e Maria!».
Salvatore Urso
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