Si rinnova la Via Crucis vivente
Ferla: Entrano nel vivo i riti e le manifestazioni della Settimana Santa nel segno della tradizione
 
Sfilano nel centro storico i figuranti della Via Crucis vivente

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ferla Le sacre rappresentazioni, anche quest'anno, sono il fulcro della Pasqua ferlese.
Arte e religione, in simbiosi, nella rappresentazione della Via crucis vivente, proposta dall'associazione teatrale «Tirichitolla».
La manifestazione si avvale del patrocinio dell'assessorato comunale alla cultura, della parrocchia San Giacomo, della Pro Loco e dei padri Cappuccini.
È un vero arricchimento non solo socio-culturale, insito nel teatro in sè, ma anche religioso, se per esso si concretizza il suo significato originario di legame fra rappresentazione, impersonata dagli attori del dramma, e il pubblico coinvolto e partecipe.
Dice Max Reinhardt che «lo spettatore e metà dell'attore», interprete, in questo caso del dramma umano di Cristo, vera e propria comunione di una folla con la rappresentazione, dal vivo, di un'opera di poesia drammatica.
La rappresentazione, nella sua imponenza spettacolare, si è svolta nel cuore del centro storico, nella stessa area in cui, la Domenica di Pasqua, si svolge, di rito, «U Scuontru» del Cristo Risorto con la Madre, ancora in gramaglie che dismette, alla vista del Figlio, tra l'esultanza della folla, tripudio liberatorio del pathos che la passione ha infuso con la potenza drammatica del suo epilogo.
La Crocifissione, nello spazio antistante il convento dei padri cappuccini, che detiene tutte le caratteristiche del Golgota, poiché posto in cima al paese è stato il momento culminante della manifestazione drammatica.
La passione di Cristo è interpretata magistralmente da un complesso di tanti attori, che hanno dato vita ad uno spettacolo di forte suggestione, nel quale è dominante la figura del Cristo nella interpretazione sofferta di Giuseppe Galliego.
Si accompagnano, ben caratterizzate, le figure della Madonna (Marina La Bianca), delle Marie (Chiara Caccamo, Serena Fisicaro, Oriana Montalto), delle Pie Donne (Maria Carmela Giansiracusa, Claudia Scuva, Rita Italia, Paola Masuzzo, Eleonora Galioto), di Giovanni (Sebastiano Veneziano), di Giuseppe d'Arimatea (Orazio Manuele), di Ponzio Pilato (Salvatore Giansiracusa), di Barabba (Luca Coffa), del buon ladrone (Angelo Cassone), del cattivo ladrone (Giuseppe Vasile), dei sommi sacerdoti (Giovanni Veneziano, Giuseppe Voffa).
Queste manifestazioni attraggono ogni anno vivo interesse. Tornano gli emigranti. Vengono anche i turisti. E sono in tanti.
Salvatore Urso
Rassegna Stampa de: La Sicilia del 14 Aprile 2006.
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